Progettazione lampo dei lavori anti-frana o si perdono 2,5 milioni

4 Dicembre 2019

Il Comune avvia l’iter per rendere sicure le vie Piave e Vittorio Veneto Ma bisogna fare presto: i fondi vanno impegnati entro il 31 dicembre  

GIULIANOVA . Avviato l’iter che riguarda l’intervento per i “Lavori di mitigazione del rischio legato al dissesto idrogeologico in via Vittorio Veneto e via Piave”. Il dirigente della seconda area Massimiliano Gramenzi ha nominato quale responsabile unico del procedimento il funzionario dell’ufficio tecnico Fabrizio Iacovoni. I lavori importanti per le due strade principali che collegano la parte alta della città con il Lido sono stati finanziati dal ministero dell’Ambiente, per il tramite della Regione Abruzzo, con due milioni e mezzo di euro. Ma bisogna impegnare i fondi entro il 31 dicembre o andranno persi: è una corsa contro il tempo. Gli stessi uffici regionali hanno istituito al ministero dell’Ambiente, il “Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico”, in cui affluiscono le risorse assegnate per le medesime finalità con la delibera Cipe del 20 febbraio 2015: l’obiettivo è consentire la celere predisposizione del relativo piano nazionale.
Il costo della progettazione riconosciuto al Comune di Giulianova è di 224.553 euro, somma che comprende le indagini geologiche, la progettazione definitiva ed esecutiva, il coordinamento della sicurezza e altro. La convenzione con la Regione Abruzzo è stata approvata con delibera del commissario prefettizio il 10 maggio 2019. Iacovoni è stato nominato in quanto in possesso dei requisiti tecnici e professionali necessari. Lo stesso responsabile unico del procedimento dovrà ora avviare, con molta celerità al fine di non perdere i finanziamenti, le procedure per individuare la figura tecnica che dovrà redigere la progettazione. Una volta approntati gli elaborati, verrà emanato il bando per l’aggiudicazione dei lavori. I due interventi riguardano altrettante zone delicate del territorio, dove anche in un recente passato si sono verificati smottamenti e frane. Da qui il ricorso a fondi nazionali stanziati proprio per la messa in sicurezza. In precedenza sono stati effettuati dei lavori, ma si sono rivelati sempre non risolutivi e solo dei palliativi.
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