Progetti azzerati, Pd sotto accusa

L’opposizione civica contesta il provvedimento anti-Pavone
ROSETO. «Come Pavone nel 2011, la giunta monocolore Pd inizia a governare azzerando progetti vitali per il futuro della città, impedendone adeguata valutazione». È il commento di Abruzzo civico all’indomani del consiglio comunale in cui la maggioranza ha deciso di sospendere l’iter per i due project financing da oltre dieci milioni di euro impostati dalla precedente amministrazione di centrodestra. «L’azzeramento di due progetti rilevanti tramite un sotterfugio politico ci ha lasciati sgomenti», sottolinea infatti il capogruppo di Abruzzo civico Mario Nugnes, «e ci ha costretto a votare contro l’emendamento, che nei suoi contenuti non rimanda a proposte o discussioni alternative e lascia tutto al caso, o ancor peggio ad attività già pianificate a tavolino da un partito che governa da solo la città. Esattamente l’opposto di quanto affermato dal vice sindaco Tacchetti sulla stampa».
«Da giovane catapultato in argomenti impegnativi come bilancio e documento unico di programmazione (Dup)», interviene il capogruppo di Roseto nel Cuore Angelo Marcone, «ho provato un certo disagio di fronte ad atteggiamenti poco trasparenti della maggioranza, che dimostrano la distanza di una certa politica dal comune sentire. La città sta tornando ad essere merce di una politica fatta di presunzione, che dimentica di comunicare con semplicità ai cittadini. Auspichiamo un cambio di rotta».
Anche l’ex sindaco Enio Pavone torna sulla questione dei due project financing. «Comprendo la grande difficoltà del giovane vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Simone Tacchetti nel cercare di giustificare questo scippo che l’amministrazione guidata da Sabatino Di Girolamo ha compiuto nei confronti della città nel corso dell’ultimo consiglio comunale privandola di 10,5 milioni di euro di investimenti privati derivanti dai due project financing. Il motivo per il quale abbiamo deciso di non votare il bilancio di previsione da noi stessi predisposto è perché loro lo hanno svuotato di questi due importanti strumenti, modificandone l’essenza sostanziale e privando la collettività di 10,5 milioni di investimenti privati, motivo per il quale non lo consideriamo più il nostro bilancio: adesso è diventato il bilancio del monocolore Pd».
Federico Centola
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