Progetto per la sicurezza del territorio

2 Settembre 2020

Dagli incendi ai terremoti, il Cope è capofila di un piano da 16 milioni che coinvolge Italia e Croazia

TERAMO. Aumentare la sicurezza delle aree del bacino adriatico attraverso il monitoraggio dei rischi ambientali di origine naturale o causati dall'uomo, il potenziamento delle capacità di intervento, l'organizzazione dei servizi di emergenza a livello transfrontaliero.
Sono gli obiettivi del progetto "Firespill", di cui è capofila il Consorzio Punto Europa, e finanziato con 16 milionidal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia. Il progetto, della durata di 33 mesi, prevede la partecipazione di 14 partner, tra cui le Regioni Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Friuli Venezia Giulia e le contee croate e il Cope si occuperà in particolare delle attività relative alla comunicazione istituzionale del progetto in nome del partenariato internazionale, sulla quale saranno investiti 500mila euro, ma soprattutto della realizzazione di progetti pilota riguardanti il monitoraggio dei rischi, con la dotazione di strumentazione di raccolta e analisi dati; formazione degli addetti, tramite corsi specialistici e organizzazione delle esercitazioni. Obiettivo principale infatti è quello di contribuire al miglioramento della capacità degli operatori di settore nel contrastare i rischi naturali e antropici e nel coordinare più efficacemente la risposta agli eventi catastrofici e in particolar modo agli incendi boschivi e ai terremoti. «Il risultato conseguito dal Cope», ha commentato il presidente Filippo Lucci, che ha presentato il progetto con il project manager del consorzio Emiliano Galluccio , «è di notevole rilevanza, in considerazione sia del partenariato istituzionale e operativo internazionale di altissimo livello, con il quale verrà istituita la collaborazione progettuale, quanto degli investimenti finanziati a livello europeo per l’acquisizione degli strumenti e delle professionalità che verranno messi a beneficio dell’operatività e delle politiche di intervento sul territorio. Non da ultimo, mi preme sottolineare che sarà particolarmente stimolato, tramite campagne di sensibilizzazione condotte dal Cope, il processo partecipativo dei cittadini. Ciò affinché da "elementi vulnerabili" divengano veri e propri "sensori attivi", durante le emergenze, onde fornire il proprio contributo alle attività di previsione, prevenzione, monitoraggio e gestione dei rischi, in supporto alla Protezione Civile». (a.m.)
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