Promozione-beffa per tre agenti in servizio nel carcere di Teramo

24 Marzo 2018

TERAMO . Mauro Nardella, segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, denuncia l‘incredibile trattamento riservato a tre agenti in servizio nel carcere di Castrogno. L’esponente sindacale...

TERAMO . Mauro Nardella, segretario regionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, denuncia l‘incredibile trattamento riservato a tre agenti in servizio nel carcere di Castrogno. L’esponente sindacale ricorda che i poliziotti avevano pregustato un avanzamento di carriera per meriti straordinari. Gli stessi addirittura avevano festeggiato l’annunciata promozione durante l’annuale manifestazione del Corpo alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 7 giugno 2016. «Successivamente», dice Nardella, «i tre poliziotti sono rimasti scandalosamente spogliati del beneficio acquisito per motivi che a tutt’oggi restano sconosciuti. Si è traccheggiato a lungo per persone che hanno salvato vite umane».
Nardella racconta che i tre agenti, con le rispettive famiglie, furono invitati alla manifestazione per essere insigniti della meritata onorificenza. Vi fu la partecipazione straordinaria del presidente della Repubblica per la consegna della pergamena recante la promozione per ragioni straordinarie. «A distanza di anni», sottolinea Nardella, «non sono stati ancora emanati i decreti di nomina e non sono state date spiegazioni agli interessati». Per il sindacalista si tratta di un fatto grave e quella che avrebbe dovuto rivelarsi una festa si è trasformata nella sostanza in una sorta di beffa. «Più volte», afferma Nardella, «il Dipartimento ha chiesto di fare chiarezza sulla imbarazzante vicenda, ma senza esito». Il segretario regionale afferma che per la Uil questo atteggiamento equivale ad uno scandalo di cui non essere fieri. Ancora Nardella: «I colleghi teramani sono stati spogliati di un diritto che l’amministrazione penitenziaria non può ulteriormente tenere sospeso. Mi chiedo se il ministro Orlando e il presidente Mattarella siano a conoscenza di questa triste storia. A loro l’invito ad approfondire il caso affinchè si attivino al fine di riconoscere ai caschi blu tutto ciò che hanno meritato e conquistato sul campo con sacrificio ed abnegazione».
Alfonso Aloisi
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