Pronto il documento salva-ospedale

Chiesto un presidio di primo livello e la riapertura dei reparti chiusi. Ma l’unità è lontana, Ragni non firma: «È un doppione»
GIULIANOVA. L’istituzione a Giulianova di un ospedale di primo livello, l’assicurazione sul finanziamento assegnato per il nuovo presidio, la modifica dell’atto aziendale prevedendo la conferma dei reparti ancora operativi, la riapertura di quelli chiusi, e i concorsi per i primari mancanti e per il personale medico e paramedico. Inoltre la verifica di fattibilità per la ristrutturazione dell’impianto attuale. Queste in sintesi le richieste contenute nella bozza di documento sull’ospedale di Giulianova discussa nella riunione dei consiglieri comunali lunedì scorso e che ora dovrà essere approvato dal consiglio comunale che si terrà nella prima decade di febbraio al Kursaal.
Ma secondo Luigi Ragni il documento unitario elaborato dopo due riunioni è un perfetto doppione di quello prodotto in sei mesi di lavoro dalla commissione sanità da lui presieduta e pertanto non lo firmerà. Anzi rilancia e chiede che il consiglio comunale voti un atto di protesta contro le scelte operate dalla Asl e contro le direttive della giunta regionale che penalizzano l’ospedale di Giulianova. Al contrario, Franco Arboretti, materiale estensore della bozza, parla di una posizione innovativa e di una linea molto diversa rispetto a quanto prospettato nel lavoro della commissione sanità. Posizioni divergenti e opposte che non accennano a rientrare nonostante il continuo lavorio delle ultime settimane sia da parte del sindaco che da parte di altri esponenti della maggioranza. E infatti Laura Ciafardoni consigliere comunale di Ncd e Forza Italia continua a rimanere fuori dal coro sostenendo che le richieste alla regione per il miglioramento dell’ospedale cittadino sono già state fatte ma sono rimaste inascoltate e pertanto è inutile continuare a nascondersi la verità e cioè che il presidio giuliese è destinato a morire. Stessa musica per Fabrizio Retko di Linea retta che non è disposto a mettere la sua firma: «E’ un progetto faraonico, e poi riportare i primari a Giulianova è praticamente impossibile. E’ una nuova presa in giro questo documento», dice Retko, «mentre sarebbe più utile coinvolgere tutti i Comuni dell’area per fare quadrato contro la spoliazione della nostra struttura». Nella riunione di lunedì alcuni consiglieri hanno chiesto di aggiungere alcuni elementi come nel caso di Gianluca Antelli di Giulianova rinasce: «Ho suggerito che, nella previsione della ristrutturazione dell’ospedale esistente oltre alla verifica di fattibilità tecnica venga fatta anche la verifica di fattibilità economica, perché a parità di spesa preferiamo avere un ospedale nuovo». A sostegno della richiesta anche la sicurezza del nostro territorio: «Quanto capitato durante le recenti scosse sismiche al Mazzini è un elemento da tenere presente come anche i disagi dei tre ospedali dell’interno in seguito alle forti nevicate dei giorni passati».
Mirella Lelli
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