Pronto soccorso preso d’assalto Medici e infermieri scoppiano

11 Agosto 2017

Il personale in servizio è lo stesso dei mesi invernali, inevitabili le lunghissime attese dei pazienti Il racconto: «Sono rimasta in coda otto ore ma gli operatori non si sono fermati un attimo, li ringrazio»

GIULIANOVA. Il caldo asfissiante, la presenza di tanti turisti, la medicina di base ancora non adeguata: così ieri il pronto soccorso dell’ospedale ha vissuto un’altra giornata al cardiopalma con code interminabili e lunghe attese. Ma la vera causa di tanto disagio è da ricercare nella carenza di personale sia medico che infermieristico. L’organico di questi mesi infatti è esattamente lo stesso che opera nei mesi invernali, senza contare che se qualcuno è costretto ad assentarsi per malattia non viene sostituito e di conseguenza tutto il lavoro ricade su chi è presente in corsia.
Ed è proprio quello che è capitato ieri, quando al lavoro c’erano solo tre infermieri dei quattro previsti e uno dei tre era destinato al 118 e quindi quasi sempre fuori con l’ambulanza. Anche i medici sono ridotti all’osso, ne sono due mentre ne servirebbero almeno altri due per coprire tutti i turni. E pensare che il responsabile del servizio ha richiesto per tempo l’adeguamento degli operatori alla direzione sanitaria, con lettere che sono partite fin dal mese di gennaio. Ma da Teramo nessuno ha dato risposte ne scritte ne operative e in queste settimane il pronto soccorso è diventato un Dea (dipartimento emergenza e accettazione) di primo livello, con una media di 120, 130 visite al giorno, senza però avere le adeguate risorse umane a disposizione. Una situazione che purtroppo si ripete sempre uguale da tanti anni. Ed è solo grazie alla professionalità degli operatori, medici ed infermieri, che il servizio riesce comunque a garantire risposte adeguate ai pazienti, pur con tempi lunghi.
E nei giorni in cui cresce il fronte per la difesa dell’ospedale, tanti cittadini portano le loro testimonianze positive: «Oggi purtroppo ho passato l'intero pomeriggio al pronto soccorso con mio fratello, un ragazzo affetto da sindrome di Down che manifestava febbre da cinque giorni nonostante gli antibiotici», scrive una donna sulla pagina Fb “Sei giuliese se”, «siamo entrati alle 11.30 e siamo usciti alle 19 circa. Il Pronto soccorso era pienissimo con residenti e turisti bisognosi di cure. Gli operatori si sono presi carico di tutti con grande abnegazione e sensibilità. Mi chiedo come si può anche solo pensare di chiudere una struttura di riferimento per tutta la costa e i paesi limitrofi. I due medici in servizio non si sono fermati un solo istante e tutto il personale infermieristico ha operato senza sosta per prendersi carico dei bisogni di tutti. Quello che lamento sono le scarse risorse in termini di personale, non la scarsa assistenza. Il pronto soccorso di Giulianova c'è», conclude, «e funziona al meglio che può e io ringrazio di cuore tutti quelli che ci lavorano».
Mirella Lelli
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