Pronto soccorso telematico per curare meglio i pazienti

9 Febbraio 2018

Collegamenti via computer per elettrocardiogrammi e dimissioni veloci

TERAMO. In media 118 pazienti al giorno, per un totale di 43.069 in tutto il 2017. Ma con punte anche di 155 pazienti il 27 dicembre, dopo il periodo di festa. Sono alcuni numeri dell’attività del pronto soccorso di Teramo, punto di snodo dell’attività di tutto l’ospedale.
Un servizio che grazie all’utilizzo sempre più puntuale delle nuove tecnologie e alla formazione continua del personale sta costantemente migliorando l’organizzazione e quindi la qualità delle prestazioni al paziente. In un anno, ad esempio, sono praticamente stati dimezzati i tempi di attesa dei “codici gialli” (è la classica urgenza, con pazienti molto sofferenti), che vengono visitati entro 33 minuti. Nessuna attesa, ovviamente, per i rossi (cioè le emergenze in cui c’è pericolo di vita) e di 73 minuti per i poco gravi verdi (che sono il 70% del totale). Ovviamente più lunghi i tempi di dimissione, che variano da 6 ore 17 minuti per i rossi alle 7,23 per i gialli che spesso sono pazienti complessi, anziani e con varie patologie per cui vanno sottoposti a diversi esami e consulenze. «Avere sistemi di informatizzazione che sono di ausilio a medici e infermieri garantisce tracciabilità e sicurezza. In cinque anni ora stiamo vedendo risultati concreti», spiega Rita Rossi, direttore del pronto soccorso, «Qualche criticità c’è ancora e non si può negare che l’organico va completato, visto che non è in linea con gli standard. Ma l’azienda ci sostiene. Con molta perseveranza abbiamo ottenuto cose non da poco».
Il giro fra le quattro sale, più la “shock room” da due posti, nella sala d’attesa dei codici gialli, nella parte dedicata all’osservazione breve, insieme al primario Rossi e al caposala Luigi Di Quinzio regala al visitatore un senso di fiducia. Il personale appare motivato e l’attrezzatura all’avanguardia. E, da quanto annuncia Rossi, lo sarà sempre di più.
ELETTROCARDIOGRAMMA. «Partiamo con la trasmissione dell’elettrocardiogramma wireless alla cardiologia diretta da Cosimo Napoletano, che sta applicando il progetto regionale “Muse”», spiega il primario, «lì saranno refertati e poi saranno ritrasmessi ai quattro pronto soccorso. Attualmente un ausiliario si reca di persona con il tracciato, mentre di notte usiamo il fax per inviarli all’Utic, ma la qualità della trasmissione non è il massimo». Si inizierà la prossima settimana a Teramo di giorno, poi anche nei festivi e notturni La novità comporterà un risparmio di tempi e di personale.
FAST TRACK. Un problema sono i “tempi morti” in attesa della dimissione, per cui il paziente si lamenta molto. In sostanza il malato, dopo essere stato visitato dallo specialista, viene rimandato al pronto soccorso per la dimissione. E qui si crea un imbuto, per cui si deve aspettare che qualche medico – che nel frattempo sta curando qualcun altro – si liberi. «I fast track sono percorsi veloci che possono essere utilizzati dall’infermiere di triage (all’accoglienza, ndr) su criteri di inclusione ed esclusione ben definit , nei casi in cui il paziente ha la spiccata necessità di uno specialista», illustra Rita Rossi, «ora con programmi e terminali lo specialista gestisce direttamente la dimissione. Tutto questo diminuisce il carico di lavoro e anche la confusione, due fattori che aumentano il rischio clinico dei pazienti». Il fast track è stato attivato ad Atri per quasi tutte le specialistiche, anche a Giulianova è partito e a Sant’Omero si sta ultimando l’installazione dei computer, per cui inizia il 20 febbraio. A Teramo l’attivazione è più complessa in quanto ci sono più specialistiche. Per ora funziona in ginecologia e ostetricia e ortopedia. Nel 2017 i “percorsi veloci” sono stati 18.800 circa su un totale di 43mila prestazioni circa.
NUOVE ATTREZZATURE. Stanno per arrivare – fra un paio di mesi – in ognuno dei quattro pronto soccorso altrettanti emogasanalizzatori. Attualmente solo quello di Teramo ne ha uno, gentilmente prestato dalla rianimazione. Quindi a breve, per fare l’analisi del sangue che rileva parametri importanti, il personale non dovrà andare a portare i campioni in altri reparti. Anche in questo caso si risparmiano personale e tempo. Procede l’acquisto di quattro respiratori.
OSSERVAZIONE BREVE. E’ stato aumentato un posto nell’osservazione breve, che è salita da sei a sette letti, tutti monitorizzati. «E’ una stanza che ha un accesso diretto all’esterno», dice Rossi, «per cui ci consente di gestire anche esigenze particolari di isolamento».
PIASTRA RADIOLOGICA. «Proprio ieri ho approvato il progetto, per quanto di mia competenza, che prevede una comunicazione diretta fra pronto soccorso e radiologia, più la creazione, nel cortile fra le due unità, di una piastra con una Tac e apparecchi di radiologia tradizionale», aggiunge il primario, «così la Tac diventa più fruibile e si accorciano i tempi, importanti nelle patologie tempodipendenti». Attualmente per fare la Tac il paziente deve prendere un ascensore per scendere id un piano.
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