Proposte per rilanciare le frazioni

31 Maggio 2018

Di Dalmazio: servizi con un ufficio mobile. D’Alberto: recuperiamo la ex Febbo

TERAMO. Le elezioni si vinceranno con i voti delle frazioni e i candidati sindaco a loro rivolgono molta attenzione. Lo fanno, in questa fase, soprattutto Mauro Di Dalmazio e Gianguido D’Alberto. Il candidato di “Al centro per Teramo” e “Azione politica” lancia la proposta del «Comune in movimento».
In pratica si tratta di un’iniziativa che, per colmare la distanza del municipio dalle periferie, porterà gli uffici nelle frazioni. Di Dalmazio propone, infatti, l’allestimento di un’unità mobile a bordo della quale ci saranno funzionari dell’ente che sbrigheranno pratiche sul posto. «Tutto questo, a vantaggio dei residenti, soprattutto dei più anziani», spiega Di Dalmazio, «che potrebbero incontrare difficoltà di spostamento nel raggiungere gli uffici comunali». La riconnessione delle frazioni alla città e uno degli obiettivi anche di D’Alberto. Il candidato di alleanza civica e Pd accusa la passata amministrazione di aver abbandonato le zone periferiche. «Queste vanno dotati di nuovi servizi sociali e amministrativi, di luoghi istituzionali e civili di socialità e interlocuzione», osserva, «occorre avere una visione d’assieme del territorio comunale». D’Alberto cita in particolare il mancato recupero dell’ex scuola Carlo Febbo a San Nicolò. «È una vergogna che a causa della totale inerzia delle amministrazioni di centrodestra e dell’assoluta noncuranza verso un edificio strategico per la frazione», afferma, «il Comune abbia perso i relativi finanziamenti». Uno dei primi obiettivi della suo mandato da sindaco sarà dunque il riutilizzo dell’ex scuola a fini pubblici.
I locali potrebbero ospitare «servizi comunali, un centro di aggregazione per giovani, una sala polivalente, una biblioteca, spazi per le associazioni», mentre l’area esterna andrebbe adibita a parco. Non si placa invece lo scontro sugli impianti sportivi e sulla gestione del verde all’Acquaviva. Alle ulteriori considerazioni polemiche del candidato sindaco di “Bella Teramo” Giovanni Cavallari replica l’ex assessore e candidato della Lega Roberto Canzio. Quest’ultimo tiene a precisare che non faceva parte della giunta quando l’amministrazione nel 2013 avvio la procedura d’urgenza per l’affidamento in gestione del PalaBinchi. Quel provvedimento, a detta di Canzio, fu adottato sulla base di una delibera del consiglio comunale in cui sedeva proprio Cavallari «senza aver sollevato le eccezioni del caso sulle condizioni previste dallo stesso bando». Il rappresentante della Lega, dunque, considera calunniose le affermazioni del candidato sindaco nei suoi confronti anche perché «la gestione della tensostruttura dell’Acquaviva non ha nulla a che vedere con la gestione dell’area esterna ad essa e in particolare con la pista di pattinaggio». (g.d.m.)
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