Prosciolto il commercialista delle “Iene”

22 Novembre 2014

Alba, il gip archivia il caso: Rossi non era il referente di un’organizzazione di cinesi dediti a falso, evasione e truffa

ALBA ADRIATICA. L’onta mediatica viene lavata dalla giustizia, che gli restituisce dignità personale e professionale. Il gip del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, ha archiviato il procedimento penale a carico del commercialista di Alba Adriatica Riccardo Rossi, che secondo un servizio de “Le Iene Show”, trasmissione di Italia 1, sarebbe stato coinvolto in un’organizzazione criminale attiva nel Teramano dedita ad evasione fiscale, falso in scritture contabili, immigrazione clandestina nonché truffa ai danni allo Stato. Le indagini hanno preso avvio da un documento video (girato con telecamera nascosta nello studio di Rossi) inviato alla guardia di finanza di Teramo nel luglio 2013 dalla “iena” Luigi Pelazza, il cui contenuto avrebbe portato gli inquirenti sulle tracce di questa organizzazione. Nel servizio si parlava del commercialista come uno dei referenti di un sistema imprenditoriale gestito dalla comunità cinese ed impegnato nella commissione di reati. Il pm, al contrario, non ha ravvisato alcuna condotta penalmente rilevante. Si è anche accertato che i due cinesi ricevuti presso lo studio del professionista non erano neppure suoi clienti.

Il servizio televisivo venne rimosso da Mediaset (e dai network collegati) poco dopo la messa in onda, a seguito delle contestazioni per molteplici violazioni di legge avanzate dagli avvocati del commercialista Valeriano Migliorati e Massimo Guercioni. Il commercialista, inoltre, è stato anche prosciolto dal gip del tribunale di Teramo Domenico Canosa dall’accusa di concorso in reati sull’immigrazione clandestina riguardanti un centro massaggi gestito da cinesi a Giulianova. «Ci riteniamo pienamente soddisfatti dall’esito delle indagini che hanno permesso di accertare l’assoluta estraneità del nostro assistito da qualunque addebito, nonché dai gravi fatti a lui contestati nella trasmissione televisiva», dichiarano i difensori del professionista. «Tuttavia, questa vicenda dovrebbe far riflettere sulla credibilità di un certo giornalismo d’inchiesta, ed anche sulla pericolosità di un uso scorretto dei mezzi d’informazione. In ogni caso, verranno avviate massicce azioni risarcitorie nei confronti del gruppo Mediaset e di chiunque altro abbia diffuso notizie aventi portata diffamatoria e comunque lesive dell’immagine, della professionalità ed onorabilità del commercialista».

Le indagini protrattesi per oltre un anno hanno portato a comporre un voluminoso fascicolo fatto di perquisizioni, sequestro di documentazione contabile ed amministrativa, fatture di acquisto e vendita riguardanti ditte di soggetti cinesi, acquisizione di tabulati telefonici, assunzione di sommarie informazioni fornite da Pelazza e da un suo collaboratore. Il “girato” della telecamera nascosta de “Le Iene” conteneva scene (tagliate nel filmato andato in onda) in cui si dimostrava che il commercialista non conosceva quei cinesi.

Alex De Palo

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