Prosciuttificio, aiuti dalla Regione

16 Maggio 2015

Colledara, si punta a un progetto per riassumere i 50 operai ex Crudi d’Italia

TERAMO. Via al tentativo di far assumere dal prosciuttificio Potenza i 50 ex dipendenti della Crudi d’Italia, rimasti al palo. E’ il risultato di un vertice che si è tenuto giovedì pomeriggio in prefettura, su richiesta della Fai Cisl e della Flai Cgil.

Un vertice a cui ha preso parte anche il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli, oltre a rappresentanti della Crudi d’Italia, l’azienda in concordato preventivo che ha affittato lo stabilimento di Colledara alla Potenza srl, lo stesso imprenditore Sandro Potenza, il sindaco di Colledara Emanuele Tiberi, la Provincia e una folta delegazione di lavoratori. «Abbiamo affrontato», dichiarano Antonello Maurizi (Fai Cisl) e Corrado Peracchia (Flai Cgil), «dalle mancate tutele dei lavoratori ai criteri usati dalla Potenza srl sulle riassunzioni: tutte le questioni che in questi due anni hanno costituito oggetto di contenzioso. Dopo un dibattito acceso, si è cercato di dare un orizzonte diverso a questa vicenda. Noi ci aspettiamo che vengano mantenuti i posti di lavoro e che i lavoratori della Crudi vedano soddisfatti i loro diritti». Degli oltre 80 dipendenti della Crudi d’Italia, solo una trentina sono stati assunti da Potenza. L’obiettivo dei sindacati è far assumere coloro che fra i 50 rimasti fuori non hanno trovato nel frattempo un’altra occupazione. Entro 15 giorni sarà convocato un tavolo «sotto l'egida della Regione che ha l'”ambizione” di discutere un piano industriale che possa avere il sostegno economico delle istituzioni (della Regione, sostanzialmente, ndr) a condizione che vengano riassunti quelli rimasti fuori nei progetti che saranno avviati. Siamo cauti, non ci aspettiamo miracoli, ma speriamo che tutti gli attori si convincano a metterci un po' del proprio, anche Potenza che dovrebbe fare degli investimenti».

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