Prosperi: no ai ricorsi contro Mattioli

11 Gennaio 2016

Zooprofilattico, l’ex presidente invita gli esclusi a «deporre le armi» e pensare al bene dell’istituto

TERAMO. Il giorno dopo la nomina di Mauro Mattioli a direttore generale dello Zooprofilattico l’ex presidente del cda Santino Prosperi, che ha concorso per la poltrona di dg, torna a intervenire sulla questione con una nota in cui, pur ribadendo le proprie perplessità sulle scelte della Regione (Mattioli dg in primis, ma anche Manola Di Pasquale presidente del cda), cerca di stemperare i venti di guerra che si stanno addensando sull’Izs. Innanzitutto scrive: «Penso che alla fine anche il ministro della Salute dovrà adeguarsi ai voleri dei due governatori, piuttosto che commissariare un istituto zooprofilattico così importante per il ministero come quello di Teramo».

Dopo aver ragionato sulle competenze di Mattioli, che per lui «sembrerebbero non esserci», Prosperi scrive: «L'epilogo di questa lunga telenovela, trascinatasi per sei mesi, vedrà Mauro Mattioli direttore generale dell'Izs di Teramo con buona pace delle regole e delle competenze». E conclude con un invito alla pace dentro e fuori l’istituto: «Un'ultima considerazione: poiché si sentono rumori di guerra tra gli esclusi invito tutti i colleghi dell'Izs di Teramo, anche quelli più riottosi, a deporre le armi e accettare la situazione che si è costituita, mettersi al lavoro a testa bassa e pensare al bene dell'Istituzione; l'Istituto ha bisogno di riavviare le macchine, che negli ultimi 4 anni sono andate avanti per inerzia, tenendo presenti le tre cose da fare con urgenza (edilizia, corso-concorso, accordo sugli incentivi), cercando di allontanare dall'Istituto la politica e i riflettori dei mass media».

Quanto a Mattioli, a proposito dei rilievi sulle proprie competenze già fatti sul Centro da Prosperi ha dichiarato: «Le competenze scientifiche legate alla sanità pubblica oggi hanno un’accezione più vasta e vanno dall’alimentazione, alle malattie infettive, alla profilassi in generale. Anche se dovesse arrivare il Nobel della sanità pubblica, avrebbe comunque bisogno di una capacità gestionale che io ho maturato da rettore guidando una struttura che conta oltre 500 persone. Mi sono dispiaciute le considerazioni di Prosperi e mi hanno sorpreso visto che prima dell’estate, quando era emersa una possibilità sul mio nome, mi ha telefonato per complimentarsi prevedendo un percorso insieme. Mi ha definito un ottimo ricercatore anche se forse si è fermato al ’93 quando eravamo colleghi a Bologna. Nel frattempo sono stato preside, rettore e tante altre cose. Ma capisco che ci siano logiche di corrente e di politica. Sono commenti che non mi hanno toccato e che voglio lasciarmi alle spalle per avviare un percorso di armonia con tutti, visto che dobbiamo misurarci sui fatti e abbiamo bei progetti in cantiere. Adesso», conclude Mattioli, «la prima cosa è ricomporre i rapporti, e rimboccarsi le maniche: le lungaggini hanno già sottratto troppo tempo tenendo nel limbo molte cose».(d.v.-m.d.t.)

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