Prostituta multata: sanzione legittima

20 Febbraio 2022

Giudice di pace respinge ricorso sull’ordinanza anti-lucciole: «Il divieto di contrattare sesso in strada non limita la libertà» 

CONTROGUERRA. Il giudice di pace rigetta il ricorso di una prostituta che aveva impugnato la multa di 500 euro inflittale dalla polizia locale per aver contrattato prestazioni sessuali lungo la fondovalle del Tronto nel territorio di Controguerra. Per il magistrato non togato, dunque, è legittima la sanzione amministrativa fondata sull’ordinanza che stabilisce, in determinate zone, il divieto di offrire sesso a pagamento. L’atto firmata dal sindaco Franco Carletta risale al 2009. La conferma della sanzione si basa sulla legittimità dell’ordinanza contingibile e urgente emessa dal primo cittadino per motivi di igiene e salute pubblica. Il sindaco, infatti, nella sua qualità di ufficiale del governo, può adottare provvedimenti allo scopo di prevenire e reprimere pericoli per la pubblica incolumità. L’ordinanza prevede il rispetto del principio di legalità sostanziale. Infatti, Carletta ha firmato un’ordinanza della durata di un anno, limitatamente a una parte del territorio, ossia in quella zona in cui è più incisiva la piaga della prostituzione, ossia la fondovalle del Tronto. Scrive il giudice onorario Ottavio Firmani.
«Risulta che nei provvedimenti impugnati non risulta limitata la libertà personale, lo scopo delle ordinanze è di contrastare la criminalità e il degrado connessi con l’attività di meretricio» sebbene questa di per sé non costituisca reato. Il giudice parla al plurale perché sono diverse le sanzioni impugnate e rigettate, comprese le ingiunzioni di pagamento. Il Comune questa volta l’ha spuntata, contrariamente a qualche tempo fa quando le sanzioni inflitte per il mancato rispetto del divieto di contrattare prestazioni sessuali, vennero cassate a un ricorrente perché, sostenne il giudice, le ordinanze proprio per la loro contingibilità e urgenza non potevano avere durata illimitata e interessare l’intero territorio. Per di più non emerse la prova che il multato stesse contrattando una prestazione sessuale, adducendo che la donna con lui fosse la sua compagna. In aggiunta, i due si trovavano in un’area privata. La prima ordinanza anti-prostituzione nella zona venne firmata nel 2006 dall’allora sindaco di Controguerra Mauro Scarpantonio.
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