Protesta delle imprese edili «Il sismabonus è inutile»

Il collegio dei costruttori Aniem Teramo chiede dei correttivi al provvedimento «Dopo oltre un anno che è in vigore sta producendo effetti vicini allo zero»
TERAMO. Accolto come una manna dal cielo si sta rivelando un fuoco di paglia». È questo, in sintesi, quanto sostenuto dal collegio di costruttori Aniem Teramo sul sismabonus. Un provvedimento molto atteso sia per il settore delle costruzioni, sia per i cittadini colpiti dal sisma, osserva il presidente del collegio Aniem Fiorenzo Polisini, molti dei quali «visti i tempi lunghi per la concessione del contributo da parte dell’Ufficio speciale per al ricostruzione e l’avvio dei lavori, vorrebbero utilizzarlo in luogo del contributo proprio per accelerare il rientro nella propria casa, ma la normativa così com’è impostata non funziona, dopo oltre un anno sta producendo effetti pari allo zero». Polisini ricorda che già qualche mese fa i costruttori avevano denunciato che «questo strumento potrebbe avere un grande effetto, soprattutto alla luce degli ultimi eventi, solo se verrà aiutato da misure aggiuntive fondamentali». Per stimolare questi interventi le detrazioni da sole non bastano – sostiene ancora Polisini – perché a suo giudizio vanno coinvolti e sensibilizzati gli istituti di credito e per le fasce più deboli andrebbero previste anche percentuali a fondo perduto. «L’impresa non può continuare a fungere da bancomat per lo stato», dichiara il presidente del collegio Aniem, «per lavorare deve accollarsi il credito Irpef del privato e vederselo riconosciuto in 5 anni, ma intanto anticipare soldi propri per i lavori, per i fornitori, per gli stipendi e i contributi dei dipendenti! Quei partner finanziari che promettono di aiutarti, ne abbiamo incontrati alcuni, ti uccidono, con percentuali che vanno al di là dell’utile d’impresa, tutto ciò è insostenibile! Le ultime circolari dell’agenzia delle entrate, hanno limitato fino a quasi a renderlo nullo il meccanismo della cessione dei crediti, limitando a due le cessioni e chiarendo che la cessione del credito debba avvenire a soggetti "collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione". I dati parlano chiaro: le pratiche attivate che ci risultano sono vicine allo zero». I costruttori hanno scritto una lettera ai parlamentari abruzzesi al fine di attivarsi e sostenere in Parlamento le loro ragioni «altrimenti una buona norma rischierà di rimanere tale solo sulla carta. Secondo Polisini vanno introdotti dei correttivi non solo per le impresa ma anche per i cittadini: «Per raggiungere le percentuali di bonus gli interventi in molti casi sono invasivi e notevoli superando di gran lunga il tetto dei 96.000 euro coperto dal bonus e ovviamente la differenza ricade sul cittadino». (red.te.)

