Proteste e tensioni in consiglio «Fermate il piano di via Longo»

Gli assegnatari degli alloggi popolari e il sindacato inquilini contro il progetto di “Housing sociale” che prevede lo sgombero delle case e la loro ricostruzione. Cardelli: «È solo una speculazione edilizia»
TERAMO. Le case popolari di via Longo riaccendono la tensione in consiglio comunale. Una folta rappresentanza degli assegnatari degli alloggi, da abbattere e ricostruire secondo il progetto di “housing sociale” del Comune, si è presentata ieri pomeriggio in aula per riaffermare con decisione la propria contrarietà all'intervento che li costringerà allo sgombero. Ad affiancarli, con un sit-in sotto la loggia del municipio, c'era anche il Sicet, il sindacato degli inquilini, che alla contestazione dell'intervento programmato per via Longo lega la denuncia relativa al blocco dell'assegnazione di alloggi per emergenza abitativa.
La protesta ha fatto da corollario alle interrogazioni sull'housing sociale presentate nel corso della seduta. A riportare l'attenzione sul progetto, per il quale sono state già sgomberate due delle sei palazzine da demolire, è stata Paola Cardelli. La consigliera di opposizione ha definito «un'opera fantasma» l'intervento programmato dall'amministrazione comunale in via Longo. «La tempistica non è definita», ha osservato, «e manca un progetto definitivo». Secondo lei la procedura è stata tutt'altro che trasparente, in quanto la “Sgr Investire Immobiliare”, la società che gestisce l'operazione, non è stata individuata con una gara pubblica, e l'aumento delle volumetrie nella ricostruzione delle palazzine crea il presupposto di sanzioni da parte della Corte dei conti e dell'Autorità anticorruzione. «Gli alloggi si potevano ristrutturare», ha detto Cardelli, «ma l'amministrazione ha fatto un'altra scelta che privilegia la speculazione edilizia per il profitto di pochi a danno di molti». Il progetto di housing sociale, a detta del segretario provinciale del Sicet Antonio Di Berardo, non lascerà spazi alle famiglie più bisognose perché i nuovi appartamenti saranno assegnati a canone convenzionato e non sociale.
«Una sola palazzina tornerà all'Ater», ha spiegato, «che però non la completerà mai in quanto non ha risorse neppure per le piccole manutenzioni». Il Sicet, tra l'altro, segnala un ulteriore danno prodotto dall'intervento in via Longo. In attesa della sua attuazione, infatti, il Comune ha bloccato da quasi tre anni l'assegnazione di alloggi per emergenza abitativa penalizzando chi è in attesa di una sistemazione. Di Berardo, dunque, ha scritto al prefetto Graziella Patrizi segnalando i casi di quattro persone – Gabriella Scipione, Federica Frattini, Antonio Petrucci e Rosa Di Luzio – che non riescono a trovare un alloggio pur avendone diritto. Nella missiva il Sicet chiede l'intervento della prefettura per indurre il sindaco Brucchi a far ripartire le assegnazioni. «Il progetto dell'housing sociale è fallito», ha affermato in aula il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «va riportato in consiglio per riesaminarlo daccapo».
Il consigliere Pd ha anche riproposto le critiche sulla procedura bloccata dal Tar per l'affidamento del cineteatro Comunale. Gli assessori Marco Chiarini e Valeria Misticoni hanno annunciato che sarà bandita una nuova gara per la gestione della sala. (g.d.m.)
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