Proteste per gli alunni esclusi

7 Gennaio 2022

I genitori della De Albentiis e di Montorio: «Tamponi nelle materne»

TERAMO. L’organizzazione dello screening per gli studenti suscita proteste. A contestare alcuni aspetti della campagna voluta dalla Regione e organizzata da Asl e Comuni, in vista della ripresa delle lezioni fissata per lunedì, sono sopratutto genitori. Mamme e papà degli alunni della De Albentiis di Teramo lamentano l’esclusione dall’iniziativa dei bimbi che frequentano le scuole dell’infanzia.
«Una scelta che appare incomprensibile e discriminatoria», la definiscono nella lettera aperta indirizzata, tra gli altri, al governatore Marco Marsilio e al direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «i bambini esclusi dallo screening, come noto, non utilizzano dispositivi di protezione individuali; per via dell'età (3/5 anni) non è possibile imporre il distanziamento personale né evitare contatti stretti nell'ambiente scolastico con insegnanti e collaboratori che si occupano di loro per svariate ore al giorno». I genitori firmatari dell’appello confidano in un ripensamento. «Molte famiglie, come troppo spesso accade, si organizzeranno in modo autonomo ricorrendo ai tamponi a pagamento per poter tutelare la comunità scolastica nella quale i figli rientreranno», concludono, «ma di nuovo si consumerà una discriminazione. Di nuovo ci saranno piccoli cittadini relegati a cittadini di serie b». Una sollecitazione analoga parte da Montorio.
I genitori degli alunni della materna, infatti, invocano tamponi salivari ai bambini per garantire anche a loro il rientro a scuola in sicurezza. «La nostra non è una protesta e sappiamo che la responsabilità non è né della preside né del sindaco», spiega Monica Procaccini, una delle rappresentanti dei genitori, «ma un suggerimento affinché non venga esclusa una fetta così grande della popolazione scolastica e del personale dell'infanzia. I tamponi antigenici non sono adatti per i piccolini, ma potrebbero essere messi a disposizione quelli salivari. Escludere i nostri figli è stata una decisione ingiusta considerando la situazione contagi e la mancanza di dispositivi di protezione individuale per quella fascia d'età: non esistono alunni di serie A e di serie B».
Sulla questione torna anche il primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto. «Siamo convinti che lo screening debba essere esteso anche ai bimbi delle scuole dell’infanzia», ribadisce, «che non potendo vaccinarsi in questo momento sono quelli più esposti al rischio di contagio e trasmissione. Per questo ci siamo già attivati con il referente regionale per colmare questo gap. Nel frattempo, mettendo in campo ancora una volta un'imponente macchina organizzativa, ci prepariamo allo screening per elementari alle superiori».