Proteste per i nuovi vincoli sul Gran Sasso

21 Giugno 2024

Le amministrazioni di uso civico: «La zona speciale di conservazione danneggerà le popolazioni»

PIETRACAMELA. «La trasformazione del Sito di interesse comunitario (Sic) del Gran Sasso in Zona speciale di conservazione (Zsc) è un problema serio per il futuro delle popolazioni delle aree interne, che va affrontato immediatamente con un confronto tra tutte le forze politiche che finora non c’è stato. Resta ferma la nostra intenzione di impugnare il provvedimento della giunta regionale e di opporci a questo metodo medioevale di imporre le decisioni senza conoscerne le conseguenze». Decise le parole delle amministrazioni di uso civico (Asbuc) teramane e aquilane che tornano, in una nota, a manifestare la propria contrarietà alla delibera della giunta regionale del 28 dicembre 2023 che ha approvato lo schema di decreto con il quale il ministero dell’Ambiente può istituire in maniera definitiva la Zona speciale di conservazione su tutti i territori del parco nazionale Gran Sasso - Laga: la Zsc è una riserva naturale integrale nella quale, come spiegano, «sarà impossibile praticare qualsivoglia attività agrosilvopastorale, turistica o di sviluppo per l’aumento di divieti, veti e dinieghi».
La delibera può diventare presto legge, per questo le Asbuc proseguono: «Purtroppo la delibera di giunta è stata pubblicata lo scorso 29 maggio sul Bollettino ordinario ufficiale 21/2024 e, trascorsi 60 giorni, diventa effettiva e trasferita al ministero: questo non da più spazio a tutte le popolazioni interessate e alle Asbuc di partecipare attivamente a una decisione così importante come, invece, è accaduto alcuni anni fa per la rimodulazione del Sic. La nuova giunta regionale non ha tenuto conto della corposa relazione presentata al capo segreteria del sottosegretario di Stato del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dal consigliere con delega alle politiche della montagna del Comune dell’Aquila Luigi Faccia e dal rappresentante dell’associazione di promozione della montagna “Progetto Montagna”, relazione dove si sosteneva la mancanza del presupposto dell’urgenza». Le Asbuc concludono: «Sarebbe stato auspicabile che tutti coloro appena eletti al consiglio regionale dichiarassero il loro parere in modo da arrivare a una proposta, esistente dal dicembre 2016, di una riperimetrazione degli attuali confini dei siti di interesse comunitario e delle zone speciali di conservazione e di protezione che opprimono, in gran parte, zone antropizzate dall’inizio del secolo scorso». (a.d.f.)