«Protestiamo in Regione contro la fusione»

Camera di commercio, il presidente dell’Api Teramo, Marcozzi, invita le associazioni a mobilitarsi
TERAMO. Il presidente di Api Teramo Alfonso Marcozzi torna sulla questione della fusione della Camera di commercio con quella aquilana e lo fa alla luce dell’intervento, di qualche giorno fa, del presidente di Confcommercio Giammarco Giovannelli. Ma non solo. Perché per Marcozzi gli imprenditori teramani dovrebbero chiarire una volta per tutte la propria posizione in merito alla vicenda. «Al di là delle chiacchiere è ora che le associazioni dicano chiaramente da che parte stanno», tuona Marcozzi, «invece di continuare, come fatto da Giovannelli, con interventi tesi a non dire nulla. Sarebbe il caso di andare tutte davanti all’emiciclo e fare una prova di forza. A meno che non si voglia solo salvaguardare una spartizione di poltrone». Per il presidente di Api Teramo fino a oggi, di fatto, il mondo imprenditoriale teramano non avrebbe mai preso una posizione forte contro una fusione che allo stato penalizzerebbe il territorio teramano.
Marcozzi, inoltre, contesta duramente anche le dichiarazioni rilasciate dal governatore Marco Marsilio che nei giorni scorsi, interpellato sulla richiesta di sospensione dell’iter di fusione avanzata dalla Camera di commercio di Teramo, aveva risposto sostenendo come la Regione non avesse competenze in merito. «Questo non è assolutamente vero», continua Marcozzi, «altre Regioni hanno sospeso l’iter di fusione in attesa che si chiarisca l’iter normativo. D’altro canto alla Regione spetta la nomina dei consiglieri, mi chiedo come potrebbe nominarli a fronte delle ultime sentenze di Tar e Consiglio di Stato e in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Se la Regione andasse avanti nominandoli, qualora eletti i consiglieri teramani dovrebbero avere il coraggio di rinunciare all’incarico». Sulla richiesta di sospensione dell’iter inoltrato dalla Camera di commercio di Teramo pesa, in ogni caso, anche la posizione aquilana. Dall’altro versante del Gran Sasso c’è la volontà di andare avanti, con i rappresentanti del mondo imprenditoriale aquilano che più volte hanno ricordato ai colleghi teramani come il processo di fusione sia stato deciso con un atto volontario. (a.m.)

