Protocollo per ricostruire scuole a misura di bimbo

21 Maggio 2017

La proposta lanciata in un convegno da “Teramo Children”. Dopo il terremoto le istituzioni si impegnano a progettare aule che facilitino l’apprendimento

TERAMO. Un protocollo che alla sicurezza concili la qualità delle scuole. Ed ecco che il terremoto si trasforma in un’opportunità e dà l’occasione per costruire o ristrutturare edifici con spazi funzionali all’educazione del bambino e alla didattica contemporanea. È ciò di cui si è discusso ieri nel convegno “Oltre la paura la scuola che vorrei”. L’incontro, moderato da Monia Pecorale, vicepresidente di “Teramo Children” che ha promosso il progetto, si è confrontato sulle criticità degli edifici scolastici dopo il terremoto, sul programma di ricostruzione di poli per l’infanzia e sulla ristrutturazione di scuole con alto indice di vulnerabilità.
«Questo percorso nasce dall’emotività legata ai recenti eventi traumatici», ha spiegato Simona Olivieri, presidente di “Teramo Children” che ha sottolineato la necessità di un ripensamento critico degli spazi per l’infanzia. «Una scuola ideale, ma che non rimanga tale e non incontri l’impasse dei tempi burocratici», ha aggiunto. Il protocollo, dopo essere stato condiviso con tutta la comunità, si auspica, potrebbe diventare un atto di indirizzo di Comune, Provincia e Regione. Un’ipotesi che ha trovato il gradimento del sottosegretario alla presidenza della Regione e responsabile della Protezione civile, Mario Mazzocca e anche degli altri livelli istituzionali. «Parte la scommessa, forti dei finanziamenti intercettati per la ricostruzione delle scuole danneggiate», è l’impegno di Marcello D’Alberto, direttore dell’ufficio ricostruzione di Teramo, «l’obiettivo è portare gli edifici scolastici a classe d’uso 4, cioè adeguati sismicamente al pari di ospedali e caserme». Risposta positiva anche da Remo Bernardi, dirigente del settore edilizia pubblica del Comune di Teramo, dall’assessore Franco Fracassa e dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. «La nostra mission è la sicurezza degli ambienti scolastici», ha incalzato Romeo Panzone, comandante dei vigili del fuoco che ha spiegato come sia importante addestrare il personale scolastico alla gestione delle emergenze e dei piani di evacuazione.
«La scuola deve rispondere a un approccio educativo coniugando l’aspetto creativo», ha osservato Lorenzo Campioni, presidente dell’Associazione nazionale nidi e infanzia. Carmelo Baglivo, docente della facoltà di architettura di Genova, ha mostrato le immagini di scuole concepite per le esigenze degli alunni, con arredi flessibili e pareti mobili, in modo da adeguarsi alle esigenze della didattica. «Lo spazio dell’ambiente scolastico deve essere ideato come contesto piacevole di apprendimento», è il parere di Bruna Elena Giacopini, pedagogista di Reggio Emilia Children Foundation. La tutela del bambino è centrale, hanno sottolineato le dirigenti Eleonora Magno dell’istituto “Montorio-Crognaleto” e Lia Valeri del “Noè Lucidi-Zippilli”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA