Provincia: 74 milioni di danni

Inviati i conti alla Protezione civile. Di Sabatino: dateci i fondi europei non spesi
TERAMO. Quantificati i danni dei giorni di maltempo, inviate le schede alla Protezione civile. Quaranta milioni di euro per il ripristino dei luoghi dopo i danni causati dal maltempo e soprattutto oltre 34 milioni di euro per interventi strutturali per la riduzione dei rischi a persone o cose “legati all’evento”. In totale la Provincia ha stimato in 74 milioni di euro gli interventi necessari a ricostruire il territorio danneggiato.
Poi ci sono i 2 milioni e 450 mila euro già impegnati con le somme urgenze – interventi indispensabili, effettuati anche senza avere la copertura di bilancio – e i 35mila euro per l’acquisto di beni e servizi per il soccorso alla popolazione.
I conti, le cifre e le schede inviate alla Protezione civile sono inserite nella delibera approvata dal presidente Renzo Di Sabatino in un contesto «destinato a subire evoluzioni in quanto il fenomeno è ancora in essere».
Delle 34 strade interdette al traffico ad oggi ne sono state riaperte 19. Le 15 strade ancora chiuse sono: Sp 36/A di Poggio delle Rose; Sp 53 delle Casermette; Sp 24 di Castellalto; Sp8 variante di Ponzano (comune Civitella del Tronto); Sp 6 di San Giovanni (comune Nereto); Sp 11 località Terra Bianca (Comune di Sant’Omero); Sp 35 di Chioviano (comune di Bisenti); Sp 18/A di Fonte Cucci (comuni di Teramo e Campli); Sp 61/A (comune di Civitella del Tronto); Sp 36/A (comune di Cermignano); Sp 6 di San Giovanni (comuni di Nereto - Controguerra - Corropoli); Sp 365 km.circa 23 +00 (comune di Bisenti); Sp 40 di Colledara; Sp 49 di Valle Castellana località Coronelle km circa 8+400; Sp 45/B di Alvi (comune di Crognaleto). La strada per l’abitato di Alvi è monitorata ma non interdetta al transito.
La Provincia, per oltre dieci giorni, è stata impegnata con 42 cantonieri con 6 trattori, 12 terne, 10 autocarri, 38 tecnici con 15 auto di sorveglianza; 3 unità fisse al Ccs (centro coordinamento servizi) in prefettura; 50 ditte esterne con circa 100 vomeri neve, e 20 pale meccaniche.
«Non si può continuare a parlare di eventi eccezionali ma di un nostro eccezionale cambio di passo rispetto alle politiche del territorio», commenta Di Sabatino, «a questo punto è chiaro a tutti che l'opera prioritaria e strategica, considerata l’orografia e le caratteristiche geomorfologiche, è l'investimento sul recupero, cura e manutenzione del paesaggio. Va recuperata l'attenzione dei Comuni su scelte che sono la condizione di base per evitare che il territorio continui a franare. Nell'immediato abbiamo un problema di risorse: anche i soldi delle calamità naturale, se e quando arrivano, servono a riparare i danni ma non a curare le cause. Sono certo che nelle pieghe dei fondi europei non spesi e fra le risorse della nuova programmazione 2014/2020 possiamo trovare finanziamenti per cominciare a lavorare a questi obiettivi: questo, almeno», conclude il presidente, «è quello che chiederà la Provincia».

