Provincia, bando per il nuovo segretario generale
Il mandato di Becci è scaduto con l’amministrazione Catarra Di Sabatino nominerà anche un capo di gabinetto esterno
TERAMO. Deleghe temporanee ai consiglieri e riorganizzazione delle posizioni strategiche. Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino apre il suo mandato con una raffica di provvedimenti finalizzati al riassetto dell'ente. La sua prima uscita ufficiale è in programma per govedì alle 15, con la seduta d'insediamento del consiglio dopo le elezioni di metà ottobre. Nella seduta d'esordio Di Sabatino illustrerà le linee programmatiche, assegnerà le deleghe che saranno a termine in vista di successivi adempimenti e formerà il gruppo di lavoro per il nuovo statuto.
A questi si aggiungono altri provvedimenti, messi in cantiere dal presidente, che non passeranno all'esame del consiglio ma mirano comunque all'obiettivo di ridefinire l'organizzazione della Provincia. E' il caso del bando per la nomina del segretario generale. L'incarico di Gianna Becci, sul quale è spuntata di recente una lettera di raccomandazione firmata dall'allora sottogretario Gianni Letta, è di fatto in scadenza perché legato alla durata della precedente amministrazione. Di Sabatino, stando alle norme, può procedere alla riaffidamento del ruolo tra il terzo e quarto mese successivo al suo insediamento. Per questo sta mettendo a punto il bando tramite cui individuare il nuovo segretraio generale.
Il presidente sarà anche affiancato da un nuovo capo di gabinetto, ruolo vacante da alcuni mesi dopo il trasferimento a un altro ente del funzionario che l'ha ricoperto in passato, che sarà affidato a un esterno. Questa figura è ritenuta strategica da Di Sabatino. «In questo periodo ho dedicato tutto il mio tempo alla Provincia ma presto, vista la gratuità della mia funzione, dovrò tornare ad occuparmi anche della mia attività ed è per questo che mi farò affiancare da un capo di gabinetto con precise caratteristiche professionali, in grado di supportarmi nell'inevitabile processo di spending review e di revisione della macchina amministrativa».
A dividere il lavoro con il presidente saranno anche i consiglieri delegati. Di Sabatino assegnerà i compiti nella seduta di giovedì ma si tratterà di scelte non definitive. Una nota del Governo ha specificato che le deleghe vanno attribuite dopo il varo dello statuto. Per la stesura di quest'ultimo in consiglio sarà formato un apposito gruppo di lavoro ma in attesa che l'atto sia perfezionato, il presidente assegnerà incarichi specifici agli eletti. In teoria tutti i dodici consiglieri potrebbero ricevere deleghe. Di Sabatino, che negli ultimi giorni si è fatto un'idea precisa su nomi e compiti dei delegati, non sfrutterà questa possibilità ma darà un raggio ampio al cerchio dei suoi collaboratori. Tra le altre mosse tese al riassetto dell'ente spiccano, inoltre, il bando per l'individuazione del nuovo nucleo di valutazione nonché la procedura per riportare un dirigente tecnico nel settore delle opere pubbliche. A tutti i rappresentanti della Provincia in enti e società partecipate Di Sabatino chiederà di riconsegnare i rispettivi mandati. Il presidente affronterà subito anche la questione della societù in house "Teramo lavoro" nel corso di un incontro già fissato con il liquidatore Gabriele Recchiuti. Domani Di Sabatino sarà a Roma per partecipare alla riunione con il governo chiesta dall'Unpi, l'unione delle Province. «I nostri enti stanno continuando a gestire tutte le funzioni del passato, con lo stesso personale e gli stessi servizi, e questo appare poco congruente sia con quanto previsto dalla riforma sia con le risorse finanziarie che ci assegnano», conclude il presidente, «questo è il primo aspetto da chiarire ».
Gennaro Della Monica
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