Provincia, candidature bloccate dai veti

Nel centrosinistra D’Alonzo non piace ai consiglieri di Teramo, nel centrodestra Di Pietro è considerata troppo trasversale
TERAMO. Il tempo, ormai, stringe. L’era Di Sabatino in Provincia si avvia al tramonto e manca l’ufficialità del decreto, ma è certo che le elezioni in Provincia si terranno il 31 ottobre. Quelle che si terranno fra poco più di un mese sono le lezioni per il solo presidente, visto che per ora non sono state unificate le due scadenze, per cui per il consiglio – che si rinnova ogni due anni rispetto ai quattro per il presidente –si voterà a gennaio 2019.
Attualmente sono in corso una serie di trattative e contatti, che si incrociano anche con le prossime regionali. Si tratta di consultazioni sotterranee e ovviamente non c’è ancora nulla di ufficiale, ma alcuni nomi sono ricorrenti.
Sulla carta il centrosinistra sarebbe favorito, visto che nelle elezioni di secondo livello (votano i consigli comunali) il Comune di Teramo, recentemente passato a una coalizione civica di ispirazione di centrosinistra, pesa molto. Ma sulle elezioni provinciali pesa anche l’incognita Mastromauro. Il sindaco di Giulinanova sta valutando una candidatura in Regione: in questo caso entro il 6 ottobre dovrebbe dimettersi. E il consiglio comunale di Giulianova, che ha un peso notevole, essendo il comune più popoloso con Roseto, dopo Teramo, non potrebbe votare essendo decaduto. Il centrosinistra perderebbe molti voti. Si prevede una strada in salita, dunque, per la candidatura del sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, che pare trovi sostegno di molti maggiorenti del Pd, fra questi Tommaso Ginoble e Sandro Mariani. Ma D’Alonzo non avrebbe molti consensi nella maggioranza che guida il Comune di Teramo visto che – per dirla con un eufemismo – non ha brillato nel sostegno durante la campagna elettorale alla coalizione civica di D’Alberto. Un’alternativa sarebbe la candidatura del sindaco di Castellalto, Vincenzo Di Marco, ma anche lui pare non susciti gli entusiasmi della coalizione civica teramana. Un outsider potrebbe essere il sindaco di Valle Castellana Camillo D’Angelo, tenendo presente che sia il sindaco di Alba Antonietta Casciotti che quello di Bellante Giovanni Melchiorre, hanno declinato l’invito a candidarsi. Ieri sera in un coordinamento provinciale del Pd, convocato per discutere delle dimissioni del segretario regionale Rapino, si è parlato anche delle elezioni in Provincia, ma nessuna decisione è stata presa.
Certo è che i tempi stringono: le candidature vanno depositate il 10 e l’11 ottobre. E al ruolo di presidente della Provincia possono ambire solo i sindaci che non siano in scadenza (devono mancare almeno 18 mesi alle elezioni comunali).
Se nel centrosinistra non c’è un quadro chiaro, lo stesso si può dire per il centrodestra. Il nome più ricorrente e su cui pare si concentri il maggior numero di consensi è il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura. Il delfino di quello che è stato l’ultimo presidente eletto della Provincia, Valter Catarra, recentemente scomparso, è stato confermato nell’ultima tornata elettorale. E’ un nome che si sente ormai dal giugno scorso. In alternativa circola il nome del sindaco di Civitella Cristina Di Pietro, originariamente vicina a Paolo Gatti e a capo di un’amministrazione civica trasversale che vede la partecipazione di tre esponenti del Pd come Stefano Speca, Mario Tulini e Gabriele Marcellini. Proprio questo trasversalismo potrebbe essere un valore aggiunto, in quanto potrebbe catalizzare voti del centrosinistra, ma anche un handicap in quanto visto con sospetto dal centrodestra. Anche in questa coalizione ci sarebbe un outsider, il giovane sindaco di Nereto Daniele Laurenzi.
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