Provincia e Asl celebrano la rete che aiuta le donne

Due appuntamenti informativi e open day nei reparti di ginecologia e ostetricia La Cpo: «In provincia troppe società non rispettano la legge sulla parità nei cda»
TERAMO. Una rete istituzionale per le donne con accoglienza, sostegno e servizi pubblici. A celebrarla, in occasione dell'8 marzo, con due iniziative all'insegna dell'informazione e gli open day nei reparti di ostetricia e ginecologia di Teramo e Sant’Omero, sono la Asl, la Provincia e la commissione provinciale pari opportunità. Quest'ultima, a 30 anni dalla sua istituzione, lo fa con una riflessione sulle conquiste fatte e gli obiettivi ancora da raggiungere.
TRENT’ANNI DI PARI OPPORTUNITÀ. Mercoledì 7 marzo con inizio alle 17, nella sala consiliare della Provincia, si ritroveranno le presidenti e le componenti delle nove commissioni pari opportunità della Provincia, che istituì l’organismo nel 1987 come primo ente in Abruzzo e tra i primi in Italia. Nel convegno si parlerà delle tante battaglie condotte in 30 anni, dall'uguaglianza salariale alla legge per le quote rosa nelle liste elettorali, senza dimenticare la rete antiviolenza e l’istituzione del centro La Fenice e di Casa Maya. «L’ultima scommessa in ordine di tempo», spiega Tania Bonnici Castelli, presidente della Cpo, «è quella che ci vede impegnate a far rispettare la legge Golfo sulla rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. In provincia ne abbiamo contate almeno una trentina, abbiamo scritto chiedendo a quelle che non lo sono di mettersi in regola e di nominare le donne nei cda». All’incontro parteciperà anche Lea Melandri, presidente della Libera università delle donne di Milano, accanto a Bonnici Castelli, Federica Vasanella, consigliera provinciale delegata alle pari opportunità, e Renzo Di Sabatino, presidente della Provincia. «Con questi appuntamenti», ha aggiunto Di Sabatino, «aumentiamo l’informazione ma con la rete aumentiamo la protezione. Anche i fatti di cronaca degli ultimi giorni dimostrano che ci sono criticità da superare». Inoltre la Provincia, come accade per i presidenti dell’ente, ha fatto realizzare l’albo delle presidenti della Cpo a sottolineare il valore del lavoro da loro svolto.
UNA RETE PER LE DONNE. Giovedì 8 marzo alle 17.30, nella sala polifunzionale della Provincia, si parlerà della rete dei servizi dedicata alla cura e all’assistenza delle donne, gestita da Asl e Provincia con quattro eccellenze: i reparti di ostetricia e ginecologia entrati nel network Bollini Rosa, la medicina di genere, il Codice Rosa del pronto soccorso e il Centro antiviolenza La Fenice. «Finalmente c’è una rete», dice Anna Marcozzi, dirigente del dipartimento materno-infantile della Asl, «questo è il messaggio forte perché serve a far sentire più protette le donne e a convincerle a rivolgersi alle istituzioni quando ne hanno bisogno. Prendere in carico le donne non significa solo prendere in carico la malattia ma occuparsi anche di aspetti psicologici, sociali e familiari. La Asl di Teramo da questo punto di vista ha mostrato grande attenzione con una serie di servizi dedicati». Inoltre l’8 marzo, dalle 9 alle 13, i reparti di ostetricia e ginecologia di Teramo e Sant'Omero parteciperanno all’(H) Open day promosso da Onda, offrendo alle donne, gratuitamente e senza impegnativa, visite ginecologiche ed ecografie con un focus speciale sui fibromi uterini. «Da parte nostra», dice Roberto Fagnano, direttore generale Asl, «sui servizi c’è un importante impegno, che ha dato risultati importanti come il Premio Bollino Rosa che ci ha consentito di aderire al progetto del ministero e offrire alla popolazione femminile servizi in maniera gratuita». Anna Marcozzi ha auspicato che anche a Teramo si possa praticare il cosiddetto parto indolore. Dopo i saluti istituzionali di Di Sabatino e Fagnano, del prefetto Graziella Patrizi e del vescovo Lorenzo Leuzzi, nel convegno pomeridiano, coordinato da Bonnici Castelli, interverranno: Lia Ginaldi, direttore di allergologia e immunologia al "Mazzini"; Rita Rossi, direttore del dipartimento emergenza/urgenza al "Mazzini"; Cristina Bellocchio, psicologa del centro La Fenice, oltre a Marcozzi e Vasanella. «Da quando abbiamo deciso di gestire in proprio il Centro antiviolenza La Fenice migliorando, nel contempo, le condizioni di accesso a Casa Maya», ha aggiunto Vasanella, «la risposta delle donne è stata forte e importante. Il nostro impegno è rafforzare la rete antiviolenza, che va continuamente monitorata per valorizzare quello che funziona e anche per esaminarne le criticità e aggiustare il tiro».
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