Provincia, il nuovo statuto approvato all’unanimità

Accolti gli emendamenti del centrodestra, l’assemblea dei sindaci avrà più peso Di Sabatino: «Ora si lavora tutti insieme, la Regione ci dica quanti soldi ci darà»
TERAMO. «Da domani si lavora tutti insieme». Il nuovo corso della Provincia di Teramo, alla luce delle modifiche legislative previste dalla legge Delrio, parte dall'approvazione all'unanimità dello statuto da parte dell'assemblea dei sindaci. Un passaggio che oltre a rappresentare un successo per il neo presidente Renzo Di Sabatino, che incassa l'ok anche del centrodestra, segna il primo atto del passaggio dalle vecchie Province alle nuove Unioni dei Comuni. Perché è proprio questo che si avviano a diventare, almeno nelle intenzioni, i nuovi organismi di secondo livello, con lo statuto approvato ieri a Teramo che mira a dare maggior rilievo ad un'assemblea nata come mero organo di indirizzo politico a valore esclusivamente consultivo. E proprio in questa direzione andrebbero gli emendamenti proposti dal centrodestra ed approvati all'unanimità, con la carta costitutiva che definisce una volta per tutte i poteri di presidente, consiglio e assemblea.
«In questa fase di profonde trasformazioni degli assetti istituzionali dello Stato, il ruolo della Provincia con i sindaci uniti può diventare strategico - ha sottolineato all'apertura dei lavori Di Sabatino - Qui possiamo discutere e trovare una sintesi, possiamo intervenire su quegli errori legislativi che tanto stanno pesando sugli enti locali. Ai sindaci, quindi, chiedo di votare uno statuto che possiamo anche modificare, emendare, limare, ma che avrà una sua forza se lo votiamo insieme. Non chiedo a nessuno di rinunciare alla propria appartenenza, io sono un uomo del Pd e tale rimango, ma qui possiamo svolgere un ruolo diverso, più ampio, perché non rappresentiamo solo la delega, ma tutto il territorio».
Un invito a cui i rappresentanti del territorio hanno risposto positivamente, con i sindaci della montagna che per bocca del primo cittadino di Montorio Gianni Di Centa nel chiedere «parità di trattamento» hanno espresso la propria volontà di dimostrare capacità «di stare insieme e fare progetti». Adesso, dunque, anche se tra mille difficoltà, si può guardare finalmente al futuro. «Insieme possiamo alzare l’asticella – ha aggiunto Di Sabatino – lo statuto divide il territorio in aree omogenee, adesso prepariamoci a presentare i progetti. Il governatore D’Alfonso ha più volte parlato di risorse recuperate, ora, però, la Regione ci deve dire quali sono le linee di finanziamento, quali le somme che si possono disimpegnare, dove sono le risorse recuperate».(al.mar.)
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