Provincia, il Pd teramano incassa: in arrivo delega pesante a Pilotti

Il gruppo del capoluogo, che non ha seguito la linea di partito, avrà spazio: conferma per Luzii (Iv) Per la vice presidenza resta favorito Costantini (Lega). In ballo anche l’affidamento di ruoli dirigenziali
TERAMO . Il Pd teramano passa all’incasso. L’appoggio determinante al sindaco di Valle Castellana Camillo D’Angelo, candidato vincente nella corsa alla presidenza della Provincia, frutterà incarichi pesanti per i Dem del capoluogo. Sarà questo, a breve, l’effetto del voto in dissenso con la linea dettata dalla dirigenza provinciale che, alla vigilia delle elezioni di domenica scorsa, aveva chiuso l’accordo con Fratelli d’Italia, Azione di Giulio Sottanelli e l’area di Paolo Gatti per portare alla guida dell’amministrazione provinciale il sindaco di Tortoreto Domenico Piccioni.
A beneficiarne sarà in particolare Luca Pilotti, ex capogruppo del Pd in Comune, al quale sarà riservata una delega pesante legata anche alle funzioni del capoluogo che D’Angelo intende mettere al centro della propria azione amministrativa. Per l’avvocato teramano si è anche ipotizzata la vice presidenza, ma una scelta del genere avrebbe acceso il vespaio tra i sostenitori del neo presidente. La maggioranza del sindaco Gianguido D’Alberto mira a portare acqua al proprio mulino: gli equilibri trasversali su cui D’Angelo ha costruito la vittoria, però, vanno preservati. Così la vice presidenza, confermando il pronostico più scontato del toto–incarichi, andrà al primo cittadino di Giulilianova e coordinatore provinciale della Lega Jwan Costantini che, tra l’altro, non ha fatto mistero dell’aspettativa di vedersi riconosciuto maggiore spazio rispetto quanto avvenuto con l’amministrazione uscente guidata da Diego Di Bonaventura. L’incarico al sindaco giuliese risponderà anche a un criterio di ripartizione territoriale tra Teramo città, dove di fatto abita il neo presidente, e la costa. Il capoluogo vedrà confermato un ruolo consistente anche per Giovanni Luzii, consigliere di Italia Viva, ex alleato di D’Alberto in Comune e attualmente suo strenuo oppositore, che in Provincia già gestisce la delega al Pnrr. L’equilibrio tra territori, a quanto pare, resterà riferimento per D’Angelo nella possibile assegnazione di incarichi dirigenziali che interesserebbero un teramano e un tortoretano.
In attesa dell’ufficializzazione delle scelte, sull’analisi del voto interviene l’associazione “Antonio Gramsci” che si sofferma in particolare sulla presa di posizione della presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale. Sotto esame finiscono le sue affermazioni secondo cui il patto con FdI sarebbe stato siglato nell’interesse del territorio verso il «bene comune» e in una «visione più alta della politica». Per l’associazione presieduta da Antonio Macera «in queste poche parole c’è tutto il senso di cosa sia, nella visione di una parte del suo gruppo dirigente, il Pd; di cosa sia la “vocazione maggioritaria”, che ne costituisce la sua natura primigenia: un partito non “di rappresentanza”, ma “di governo”, “di potere”. Alla luce di questa sua natura, affermata da alcuni suoi dirigenti, il Pd ritiene legittimo allearsi con chiunque, anche con Fratelli d’Italia». Per l’associazione le dichiarazioni di Di Pasquale «dimostrano come la distanza fra una parte del gruppo dirigente di Pd e la quota di elettorato che continua a dargli il proprio consenso, si sta sempre più allargando».
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