Provincia, la spesa scende a 25 milioni

29 Maggio 2016

È uno dei dati più importanti del rendiconto 2015, l’assemblea dei sindaci dà parere favorevole

TERAMO. L'assemblea dei sindaci, riunita ieri mattina in seconda convocazione, ha dato parere favorevole al rendiconto 2015 della Provincia. Hanno votato in 27 con tre astensioni (Isola del Gran Sasso, Teramo e Penna Sant'Andrea). «Ringrazio i sindaci ma non poteva essere altrimenti perchè credo che loro per primi hanno percezione dell'impegno e degli sforzi che si stanno compiendo», questo il commento del presidente Renzo Di Sabatino.

Il rendiconto di gestione del 2015, approvato in consiglio tre giorni fa, secondo una nota dell’ente «disegna l’operato dell’amministrazione in questa fase di trasformazione dell’ente dalla “vecchia” Provincia ad “area vasta”. La gestione di competenza del 2015 è pari a 114 milioni e 969 mila euro. Oltre 20 milioni di euro la spesa nel 2015 per la viabilità; 11 milioni dal bilancio e 6 milioni dalla “contabilità straordinaria” dell’alluvione 2011. Con i fondi dell’alluvione, ad oggi, sono stati effettuati interventi per 12 milioni e sono in programma ulteriori interventi per 7,4 milioni. A questi si aggiungono i 3 milioni e 640mila euro per le somme urgenze dell’alluvione del marzo 2015».

La Provincia sottolinea che è stata «drastica la riduzione delle entrate ma anche quella delle spese: la spesa corrente è passata dai 32 milioni del 2013 ai 25 del 2015 (era a 27 nel 2014). Sono quaranta i dipendenti fino ad oggi transitati in altri enti e ve ne sono altrettanti in attesa di specifici accordi con la Regione per il loro trasferimento (biblioteca, centri per l’impiego, caccia e pesca); per una decina si stanno incrociando le offerte di lavoro sulla piattaforma della mobilità».

Per il personale la Provincia ha speso circa 10 milioni di euro «continuando a pagare anche i dipendenti le cui funzioni, per legge, dal primo gennaio non sono più di sua competenza. Un costo, quest’ultimo, di circa 4 milioni che l’ente ha già richiesto alla Regione ma che al momento non ha in cassa. A regime, una volta completato l’assetto della riforma, la spesa per il personale non dovrebbe superare i 6 milioni e 500mila euro. Dalla rinegoziazione dei mutui sono “entrati” 2 milioni e 500 mila euro».

Da segnalare «il lavoro svolto sul patrimonio con la drastica riduzione dei fitti passivi e l’aumento di quelli attivi mentre è in corso il trasferimento dei servizi dal palazzo del Medio Credito di piazza Garibaldi a quello centrale di via Milli: una operazione che consentirà di porre l’immobile sul mercato per la vendita o l’affitto».