Provincia, presentato il piano territoriale

15 Marzo 2018

I Comuni dovranno adeguare i Prg. Nugnes: «È l’inizio di un nuovo percorso di programmazione»

TERAMO. Con il nuovo piano territoriale, il piano strategico per la limitazione del consumo di suolo e il piano di polizia rurale, gli enti locali «vedono rafforzati gli strumenti per la collaborazione istituzionale e hanno come riferimento una chiara visione del futuro». Lo ha evidenziato ieri mattina il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino aprendo l’incontro con ordini professionali, cittadini, tra cui gli studenti dell’istituto per geometri “Moretti” di Roseto, e i portatori d’interesse in vista dell’adozione dei nuovi strumenti di pianificazione territoriale dell’ente. Il dissesto idrogeologico, lo stato dei fiumi, le aree industriali dismesse, i fenomeni di spopolamento in alcune aree e di sovradimensionamento in altre impongono scelte. L’appuntamento di ieri ha chiuso la fase di presentazione dei nuovi piani territoriali che ha interessato tutta la provincia e ha condotto i progettisti e l’ente a confrontarsi con i tecnici e gli amministratori comunali. I nuovi strumenti urbanistici da una parte limitano i fenomeni di sfruttamento dell’ambiente valorizzando con decisione risorse come il paesaggio e l’agricoltura, dall’altra spingono verso la rigenerazione urbana e la rigenerazione territoriale stimolando la collaborazione fra i Comuni. La Provincia è stata il primo ente in Abruzzo a dotarsi di uno strumento di attuazione della legge regionale sul “consumo di suolo” e il primo ente territoriale a contemplare fra gli strumenti di attuazione il contratto di fiume e quello di paesaggio.
Il gruppo di progettazione, composto da Marco De Annuntiis, Rosalba D’Onofrio, Giuliano Di Flavio, Raffaele Di Marcello e Alfonso Pallini è stato coordinato da Michele Talia della Scuola di architettura e design dell’università di Camerino. Piergiorgio Landini ha curato, invece, le relazioni economiche. «Ora facciamo decollare i piani», ha spiegato nel corso dell’incontro di ieri mattina il consigliere delegato all’urbanistica Mario Nugnes, «è l’inizio di un percorso ma c’è già chi l’ha sperimentato: il nuovo piano regolatore di Ancarano è stato progettato nel rispetto della nuova normativa. Uno dei prossimi obiettivi è quello di dialogare con il mondo dell’agricoltura, associazioni e agricoltori, per far decollare il regolamento di polizia rurale: abbiamo bisogno della loro collaborazione per la corretta gestione dei campi e dei versanti privati e per le attività di regimentazione delle acque: la mancanza di cura è spesso causa di smottamenti e frane sulle strade».
Un effetto indiretto e molto importante per i cittadini è rappresentato dal fatto che i nuovi strumenti di pianificazione dettano norme e indicazioni per un maggior controllo delle “trasformazioni urbanistiche” determinate dai piani regolatori comunali, rendono più difficile l'utilizzo del suolo agricolo a fini edificatori, impongono le compensazioni ambientali in caso di nuove previsioni dei Prg.