Provincia, sette seggi al Pd diviso In aiuto dissidenti di centrodestra

10 Gennaio 2017

La lista di Di Sabatino e Sottanelli conquista cinque consiglieri, due quella di Ginoble e Mariani Tante schede nulle, vittima eccellente Di Marco. Gatti: abbiamo recuperato. Sparisce la montagna

TERAMO. Elezioni con la sordina, quelle per il consiglio provinciale. E’ l’effetto delle votazioni di secondo livello, che hanno coinvolto cioè solo i consiglieri comunali. Ma forse più che mai sono state l’occasione per mettere in campo strategie politiche più o meno raffinate e sperimentare alleanze per il futuro.

A grandissime linee hanno visto la vittoria, non il trionfo, del centrosinistra che con le sue due liste – quella del presidente Renzo Di Sabatino “La Casa dei Comuni” e quella del ricostituito duo Tommaso Ginoble-Sandro Mariani “Direzione Futuro” – ha conquistato 7 seggi su 12. Uno in più del precedente consiglio. Così come il centrodestra ha preso cinque seggi, uno in meno che nel biennio precedente. A pesare il fatto che il Comune di Roseto è tornato al centrosinistra e che quello di Tortoreto, prima del centrodestra, è commissariato, per cui nessun consigliere ha votato.

Ci sono due diverse valutazioni sull’effetto che hanno avuto le due liste targate Pd. C’è chi fa notare che se non ci fosse stata la spaccatura la partita sarebbe stata stravinta con un 8 seggi a quattro. E chi ribatte che non è possibile fare una somma algebrica e che la seconda lista è stata in grado di attrarre voti dal centrodestra.

TRAVASO DI VOTI. C’è stato un innegabile flusso di voti fra centrodestra e centrosinistra. L’esempio più macroscopico sono i tre voti pesantissimi provenienti dalla maggioranza del Comune di Teramo (che essendo sopra ai 30mila abitanti “pesa” molto di più degli altri) sono stati dirottati a un candidato della lista Ginoble-Mariani, il consigliere di Mosciano Mirko Rossi, molto vicino al capogruppo Pd in Regione. Due voti altrettanto pesanti, che avrebbero potuto forse prendere il volo, quelli della lista civica che fa capo a Di Dalmazio sono stati congelati all’ultimo momento, visto che l’ex assessore regionale ha disposto che Angelo Puglia e Guido Campana non partecipassero al voto.

17 SCHEDE NULLE. Fin qui le strategie. Un risultato poco edificante delle elezioni riguarda le 17 schede nulle. Ebbene si: i consiglieri comunali che dovrebbero quantomeno saper votare hanno sbagliato a incrociare il nome della lista con quello del candidato. Vittima eccellente dei grossolani errori Vincenzo Di Marco, sindaco di Castellalto e consigliere provinciale uscente, che ha visto una scheda rossa (Comune fino a 30mila abitanti) annullata e un’altra grigia (Comune più piccolo). E per pochi centesimi di punto è rimasto fuori. In effetti almeno una decina di schede nulle erano per il centrosinistra: c’è chi pensa a un ricorso, ma non c’è nulla di certo.

LE REAZIONI. «Un bel consiglio, idealmente rafforzato dalla presenza di tanti giovani e di tre donne», commenta Di Sabatino, «per una scheda nulla e qualche millesimo non è scattato il sesto seggio alla Casa dei Comuni lasciando fuori il consigliere Di Marco e questo mi spiace così come mi rammarico che la montagna non è rappresentata. Proprio per evitare quanto accaduto avevo suggerito un’unica lista con una presenza equamente rappresentativa dei diversi territori. E’ stata fatta un’altra scelta e questo ha portato ad una dispersione di voti».

A esultare è il deputato di Scelta civica Giulio Sottanelli che ha fatto registrare l’exploit del suo candidato Mario Nugnes. Ricorda che due anni fa Di Sabatino vinse grazie al suo apporto e lo stesso è accaduto stavolta: «se i miei due candidati, Nugnes e Giovannini, fossero andati con centrodestra, quella lista avrebbe vinto. Oggi la lista di Di Sabatino ha vinto per merito di due candidati che non sono espressione dei singoli Comuni, come è accaduto per Vasanella (Giulianova, ndr, per cui Mastromauro già rivendica una delega) o Cantoro (Pineto, ndr), che hanno preso tutti i voti del relativo consiglio comunale: i miei candidati hanno raccolto voti in tutta la provincia. Abbiamo ottenuto circa l'8%: su 88.280 voti validi i nostri sono 6.303». Sottanelli fa notare che «il Pd da solo si fa male e fa male alla montagna». Il riferimento è ai candidati delle due liste Pd, Piergiorgio Possenti (Di Sabatino, Isola) e Rinaldo Seca (Ginoble-Mariani, Castelli): si sono “annientati” a vicenda.

Di avviso opposto Mariani e Ginoble. «E’ stata un’ottima strategia fare due liste attrattive: la somma voti non sarebbe stata la stessa con una. I tre consiglieri teramani non avrebbero votato il mio candidato con una sola lista. Ma vorrei far notare che a Teramo non c’è più la maggioranza». E su questo Mariani annuncia che proseguirà l’abbinata con Ginoble: «Per il futuro lavriamo a un progetto su Teramo, appena Brucchi prenderà atto che non ha più la maggioranza: i tempi sono maturi». Per Ginoble «il centrosinistra ha dimostrato in questa maniera una sua vitalità. Questo permetterà a Di Sabatino di governare con i pochi fondi a disposizione nel migliore dei modi le deleghe residue delle Province. Su questo si deve lavorare perchè i fondi vengano rimpinguati». Sull’unica lista Pd: «Si sarebbe potuta fare una sola lista se fosse stata impostata dalla segreteria provinciale: ciò non è avvenuto e altri territori hanno sentito la necessità di essere rappresentati». Sul fatto che l’alleanza con Mariani serva a un tandem alla Regione con la sorella, Teresa Ginoble, il parlamentare smentisce: «Teresa svolge il ruolo di presidente del consiglio di Roseto e non parteciperà a nessuna altra combinazione».

Soddisfatto Paolo Gatti, ispiratore della lista di centrodestra, insieme a Paolo Tancredi. «Abbiamo fatto una lista per rimettere insieme larga parte centrodestra: contavamo 4 seggi e invece i candidati della lista si sono rivelati forti. Da ieri che ne avevamo due di opposizione, ora ne abbiamo 5: un risultato eccellente. La spaccatura in effetti ha favorito il centrosinistra: c'è stata una tensione interna e sono andati a votare tutti. Non mi preoccuperei della montagna: se ne occuperà il sindaco di Penna».

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