Provincia, si elegge il presidente Brucchi in pole nel centrodestra

4 Settembre 2014

Il sindaco di Teramo può mettere d’accordo gattiani e tancrediani, in calo le quotazioni di Micheli Nel centrosinistra circolano i nomi di Mastromauro e Di Marco, Di Sabatino fra i consiglieri uscenti

TERAMO. Potrebbe essere il sindaco Maurizio Brucchi la chiave di volta per ricompattare il centrodestra teramano sul nome da spendere per la presidenza della Provincia. Alla vigilia dell’appuntamento con le urne, fissato al 12 ottobre, i giochi sono ancora tutti aperti per raccogliere l'eredità di Valter Catarra, ma il nome del sindaci di Teramo sembrerebbe l’unico in grado di mettere tutti d’accordo e tentare una riconferma in salita alla guida dell’ente. In salita perché la vittoria di Catarra fu un risultato storico per un ente tradizionalmente amministrato dal centrosinistra e resa più insidiosa dalla vittoria politica del Pd alla Regione. Se da un lato infatti perdono consistenza i nomi dei sindaci “gattiani” Umberto D’Annuntiis di Corropoli e Gabriele Astolfi di Atri, nemmeno sembra convincere la proposta del “tancrediano” Raimondo Micheli dopo le ultime esternazioni separatiste in consiglio comunale.

D’altro canto il presidente Valter Catarra sarebbe pronto a ricandidarsi, ma solo a patto di incassare unanimi consensi da parte del suo schieramento. A mettere tutti d’accordo sarebbe il sindaco Maurizio Brucchi a cui le due componenti del centrodestra, quella di Futuro In e quella in quota a Nuovo Centrodestra , avrebbero già chiesto una disponibilità anche in virtù di una continuità politica con il comune capoluogo più grande. Una proposta che Brucchi non avrebbe accolto con entusiasmo in virtù degli impegni da sindaco e da coordinatore provinciale di Forza Italia, ma che di fronte a una scelta obbligata per strappare una vittoria politica potrebbe essere spendibile.

Il rapporto di forza tra gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra è in sostanziale equilibrio, per cui sia sulla scelta dei candidati che sull'esito del voto, avranno un ruolo determinante le liste civiche. Al centrodestra va comunque attribuito un vantaggio per il meccanismo del voto ponderale che fa pesare di più le preferenze dei consiglieri di Teramo città, dove lo schieramento del sindaco Brucchi ha in partenza un ampio margine sul centrosinistra. Per quanto riguarda i possibili candidati alla presidenza, il Pd potrebbe schierare un'altra coppia di amministratori. In corsa ci sarebbero il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro e Vincenzo Di Marco, mentre qualora si optasse per un consigliere uscente il favorito è Renzo Di Sabatino.

Il presidente uscente Catarra ha già firmato il decreto per l’indizione dei comizi; mentre è accessibile una specifica sezione “elezioni.provincia.teramo.it” sul sito dell’ente con tutte le informazioni sulla composizione dell’ufficio elettorale, le modalità di voto, la modulistica e i regolamenti. Potranno candidarsi alla presidenza solo i sindaci e, solo per questa prima elezione, i membri uscenti dei consigli provinciali. I consiglieri comunali potranno candidarsi al consiglio provinciale che sarà costituito da 12 componenti. A votarli saranno i sindaci e i consiglieri comunali della provincia di appartenenza, per un totale nel Teramano di 611 elettori. Potranno candidarsi tutti coloro che presenteranno 90 firme raccolte tra i sindaci e i consiglieri comunali chiamati alle urne. Si voterà tuttavia con un criterio di voto “ponderale”, che attribuisce un peso specifico maggiore ai Comuni più grandi, ma il voto disgiunto applicabile per la scelta del candidato alla presidenza e dei consiglieri provinciali potrebbe rivelare sorprese.

Marianna De Troia

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