Provincia, sono centoundici i dipendenti da mandare via

Ma nessuno perderà il lavoro: si tratta di prepensionamenti o trasferimenti in altri enti pubblici Tagliati anche i dirigenti che da sette passeranno a tre. Di Sabatino: accordo con Regione e sindacati
TERAMO. Nella nuova pianta organica della Provincia ci sono 111 dipendenti in meno. Non si tratta di esuberi, come tiene a precisare il presidente Renzo Di Sabatino, ma di personale avviato al pensionamento anticipato o inserito nella “piattaforma” da cui pescheranno gli altri enti locali per la ricollocazione. È l’effetto, ormai annunciato da tempo, dell’entrata in vigore della legge di riordino delle amministrazioni provinciali che ha ridisegnato settori e organico in base alle funzioni rimaste.
Il nuovo ente, cosiddetto di “area vasta”, gestirà viabilità, edilizia scolastica, pari opportunità e pianificazione territoriale e ambientale con 166 dipendenti divisi nei settori tecnico, che sarà il più consistente e conterà 94 addetti, servizi e gestione delle risorse umane, strumentali ed economiche. Al ridimensionamento delle competenze corrisponderà il taglio delle posizioni organizzative, che saranno 19 e non più 46, mentre i posti da dirigente passeranno da sette a tre. Lasceranno l'amministrazione provinciale dunque Antonio Flamminj, collocato a riposo, e i suoi colleghi Piergiorgio Tittarelli, Piero De Camillis e Renata Durante che dovrebbero seguire i settori trasferiti sotto il controllo della Regione. Con essi si sposteranno 67 dipendenti che finora hanno gestito funzioni classificate dalla riforma come “non fondamentali” e destinate a rientrare nella sfera di competenza regionale. Nella “piattaforma” ci sono poi 28 addetti del Centro per l'impiego che saranno destinatari di specifici provvedimenti del governo e della Regione. Il riassetto della pianta organica è completato da 16 prepensionamenti e dal presidio di otto vigili che resteranno in forza all’ente. Per altri sei agenti, invece, è previsto il trasferimento in Regione o nei Comuni. Il provvedimento che ridefinisce la dotazione organica imposta dalla riforma sarà seguito, durante l’anno prossimo, da accordi bilaterali con gli altri enti interessati per la ricollocazione del personale.
«Nessun dipendente è rimasto senza rete», tiene a precisare Di Sabatino, «il risultato di oggi è stato raggiunto grazie ad un paziente e certosino lavoro con la Regione e i sindacati». Il presidente fa notare come la riorganizzazione interna dell’ente guardi al presente ma anche al futuro del territorio amministrato. «Nasce così l’area dei servizi», osserva, «con dentro tutte quelle funzioni che possono essere erogate in forma aggregate e che oggi mettono in difficoltà soprattutto i piccoli enti locali: dalla stazione unica appaltante alla digitalizzazione, dall’assistenza giuridica alla comunicazione fino al settore acqua e rifiuti che, da legge regionale, dovrebbero essere gestiti in un sub ambito provinciale».
Gennaro Della Monica
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