Provincia, tregua in maggioranza ma le deleghe restano in bilico

Luzii (Renew Teramo) torna in aula. Anche Costantini (Lega) è presente, ma non partecipa al voto: «Di Bonaventura ha ammesso errori negli incarichi che rivedrà entro domani, resto in attesa di fatti»
TERAMO . Più dei temi in discussione contavano le presenze. In particolare quelle nella maggioranza che, dopo lo scivolone della settimana scorsa, quando in aula le è mancato il numero legale, nel consiglio provinciale di ieri da “mezzogiorno di fuoco” ha riannodato i fili di un’alleanza che resta sub iudice. Sì perché i due grandi assenti della puntata precedente, il sindaco di Giulianova Jwan Costantini, fresco coordinatore provinciale della Lega, e il teramano Giovanni Luzii (Renew Teramo), si sono presentati all’appello, ma con l’ennesimo distinguo.
Il primo cittadino giuliese, infatti, non ha partecipato al voto sugli argomenti, tutt’altro che trascendentali, all’ordine del giorno. Costantini ha inteso così lanciare un segnale di apertura a metà rispetto alla vertenza politica del Carroccio con il presidente Diego Di Bonaventura sulle deleghe, di cui il sindaco leghista ha inteso spiegare ulteriormente i motivi nel corso di un faccia a faccia con gli alleati prima di entrare in consiglio. «Non voglio togliere niente a nessuno e non sarò certo io a bloccare le iniziative dell’amministrazione», premette il primo cittadino, «ma con il partito siamo intenzionati a dare un contributo fattivo per risolvere le carenze evidenziate». Costantini chiarisce che «finora sono state fatte tante cose, ma ne restano molte altre da affrontare» e, in sostanza, l’assetto organizzativo annunciato dal presidente un paio di settimane fa, secondo lui e la Lega, non è idoneo a ottenere i risultati auspicati. «Non sono abituato alla confusione», spiega Costantini che pone una «questione di metodo» relativa alla distribuzione degli incarichi in maggioranza. «Non c’è stato un criterio logico», sottolinea, «ad esempio nella separazione tra edilizia scolastica e dimensionamento».
Il sindaco evoca un riallineamento delle deleghe rispetto alle competenze dei consiglieri, ma ne fa anche una questione di peso elettorale. «Sono il terzo più votato e il mio partito esprime tre parlamentari, gli unici del centrodestra, e i primi cittadini di due comuni importantissimi come Giulianova e Silvi». I conti al Carroccio non tornano con la sola attribuzione dell’urbanistica a Costantini che, dunque, rivendica la possibilità di incidere. «Di Bonaventura ha ammesso gli errori e questo lo apprezzo», conclude, «ha annunciato che tra oggi e domani riconsidererà le deleghe e mi contatterà: aspettiamo i fatti».
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