Provincia, via i rifiuti dalla Pedemontana

Incaricata la Team. Diffuso il bilancio dell’attività della polizia dell’ente: 18 inchieste su reati ambientali
TERAMO. La provinciale 3, o Pedemontana, che collega Teramo alla Val Vibrata, è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto, con non tanti cittadini che non rispettando la raccolta differenziata e infrangendo le norme la utilizzano per abbandonare rifiuti di ogni genere. E così la Provincia, «pur non avendo alcuna competenza sulla raccolta dei rifiuti abbandonati sulle proprie arterie», come si legge in una nota, ha deciso di provvedere in proprio alla pulizia della strada commissionando il lavoro alla Team. «Intensificheremo i controlli», afferma Lanfranco Cardinale, consigliere delegato alla viabilità, «ma certamente non abbiamo le risorse per installare un sistema di video sorveglianza sulla lunga rete delle strade provinciali considerato dove con fatica adempiamo ai doveri di manutenzione. Facciamo appello ai cittadini, che così sconsideratamente non hanno rispetto per un bene pubblico e che con le loro azioni stanno danneggiando l’immagine del territorio con ripercussioni negative non solo sull’ambiente ma anche sull'economia turistica».
Cardinale invita poi sindaci e le polizie locali a un maggiore controllo sulla raccolta differenziata. «Ai cittadini», conclude, «va ricordato che su tutto il territorio provinciale esistono le piattaforme per la raccolta dei rifiuti dove possono recarsi personalmente e che per i rifiuti ingombranti basta chiamare le società che provvedono allo smaltimento».
Ieri, intanto, la Provincia ha diffuso anche un bilancio delle attività della polizia provinciale, che nell’ultimo anno ha avviato ben diciotto procedimenti penali che interessano nella stragrande maggioranza dei casi reati ambientali quali l’irregolare gestione e smaltimento dei rifiuti, la mancata bonifica di siti inquinati e a presunti abusi edilizi. Ma non solo. Perché nel corso dell’anno sono stati effettuati anche numerosi servizi in tema di sicurezza stradale, che hanno visto gli agenti controllare 15.496 veicoli, accertando 681 infrazioni ed elevando 390 sanzioni.L’attenzione maggiore, in ogni caso, è stata e viene rivolta proprio ai reati ambientali. «Compatibilmente con le ridotte risorse professionali a disposizione», commenta il comandante, Fabio Di Vincenzo, «seguiamo con attenzione le segnalazioni che arrivano dagli stessi cittadini e naturalmente procediamo con gli accertamenti in tutti quei casi nei quali sia il settore ambiente della Provincia sia gli organi giudiziari ci chiedono un intervento. La mancata bonifica di siti inquinati è una delle tipologie di reato ricorrente e in alcuni casi riguarda anche enti pubblici»Il controllo del territorio dal punto di vista ambientale, come sottolinea la Provincia, è quello che necessita di maggiore impegno anche per il consistente danno che il mancato rispetto delle norme genera a carico della comunità. «Con il Bilancio approvato abbiamo previsto tre nuove unità da assumere nell’arco di tre anni», dichiara il consigliere delegato all’ambiente, Domenico Pavone, «certamente l’incertezza istituzionale nel quale vivono da anni le Province ha avuto conseguenze molto negative proprio su quell’attività di controllo ambientale del territorio che è stato per anni il fiore all’occhiello delle polizie provinciali».
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