Provinciali, tocca ai big del Pd sciogliere il nodo del candidato

La direzione provinciale dei Dem dà incarico a un comitato politico di fare la sintesi: sono in corsa D’Angelo, D’Alonzo e Di Marco ma non ancora fuori dai giochi Antonietta Casciotti e Di Girolamo
TERAMO. Sarà un comitato politico composto dai big teramani del Pd a designare il candidato presidente della Provincia per il centrosinistra. La corsa, ufficialmente, è tra i sindaci di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, di Castellalto Vincenzo Di Marco e di Valle Castellana Camillo D’Angelo, ma non possono ancora essere esclusi del tutto i primi cittadini di Roseto Sabatino Di Girolamo e di Alba Adriatica Antonietta Casciotti.
I nodi (in parte interni al Pd, in parte riconducibili a veti delle forze civiche di area) che finora avevano impedito al centrosinistra di ufficializzare il candidato presidente non sono stati sciolti dalla direzione provinciale dei Dem tenuta l’altro ieri sera. Il vice segretario provinciale Vincenzo Di Marco, che ha avviato i lavori al posto del segretario Gabriele Minosse (in questi giorni fuori dall’Italia), riferisce: «Non siamo addivenuti a una decisione. Ci sono tre nomi sul tavolo e ora s’insedierà una commissione politica per valutarli e trovare una sintesi. I tempi sono stretti, diciamo che entro lunedì questo nome verrà fuori». La commissione – che si riunirà già oggi – è composta dal segretario regionale reggente del Pd Renzo Di Sabatino (presidente uscente della Provincia), dal presidente del partito Anna Marcozzi, dai tre consiglieri regionali teramani Mariani, Pepe e Monticelli, dall’ex deputato Tommaso Ginoble e dai capigruppo Dem nei tre Comuni principali (Teramo, Giulianova e Roseto) e in Provincia. Indiscrezioni confermano che sui nomi di D’Alonzo e di Di Marco ci sono forti resistenze dentro e fuori il partito. Il giovane D’Angelo, quindi, nonostante rappresenti un comune di montagna che da tempo gravita su Ascoli e sembra stare con molto mal di pancia in provincia di Teramo, potrebbe essere l’uomo della sintesi. Salvo il “ripescaggio” di Di Girolamo o Casciotti. Se ne saprà di più entro lunedì, quando dovrebbe riunirsi per parlare delle prossime provinciali anche il gruppo civico del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, Insieme Possiamo.
Quanto al centrodestra, in corsa restano i sindaci di Notaresco Diego Di Bonaventura e di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro. Il primo è in vantaggio perché riscuote maggiori consensi nell’area, ma Cristina Di Pietro ha dalla sua una maggiore trasversalità e quindi la possibilità di andare a pescare voti in aree dove Di Bonaventura non pescherebbe. L’impressione è che il centrodestra stia aspettando che lo schieramento opposto (che, numeri alla mano, parte favorito) scelga il candidato e solo poi designerà il proprio. Un classico gioco di contropiede.(d.v.)
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