Pubblica il numero del vicino su una chat per omosessuali

Un teramano di 40 anni rinviato a giudizio per atti persecutori e per sostituzione di persona In pochi giorni la vittima avrebbe ricevuto decine di chiamate, costretto a cambiare recapito
TERAMO. La cronaca racconta che nuove leggi e pene più severe non bastano a fare da deterrente. Perché il numero dei casi di stalking tra vicini di casa non si arresta mai. Come quest’ultimo con un quarantenne teramano accusato di aver perseguitato il vicino di casa andando oltre il posto auto occupato o l’acqua buttata sul balcone di casa: secondo l’accusa della Procura, infatti, avrebbe inserito il numero di telefono cellulare del vicino in varie chat di incontri per omosessuali. Con l’altro che in qualche giorno avrebbe ricevuto decine di chiamate a tal punto da essere costretto a cambiare numero.
Il caso, l’ennesima inchiesta aperta per atti persecutori, ora finirà davanti al tribunale: così ha deciso il gup Francesco Ferretti che ha rinviato a giudizio l’uomo per stalking e sostituzione di persona. Le beghe tra vicini di casa (atti persecutori per il codice penale) ormai da anni riempiono le statistiche di forze dell’ordine e tribunali. Ascensori bloccati per dispetto, acqua giù dai balconi, volume del televisore altissimo nel cuore della notte, immondizia lasciata per le scale, posti auto occupati: nei fascicoli delle Procure c’è di tutto. Ma la diffusione del numero di telefono sui siti di incontri sicuramente mancava.
Il caso inizia nel 2019 quando tra i due vicini iniziano le prime beghe e le prime vendette. Spazzatura lasciata davanti alla porta, musica ad alto volume, strada chiusa e impossibilità di accedere al parcheggio e poi, ancora, insulti urlati da una parta all’altra della strada. Fino a quando l’uomo, poi finito a processo, dice all’altro – questa almeno l’accusa – di stare attento alla figlia minorenne. Una minaccia che porta l’altro a fare la prima denuncia, a cui ne seguiranno altre per atti persecutori. Successivamente per il 40enne arriva anche una misura di divieto di avvicinamento alla famiglia dei vicini disposto dal giudice. Una misura che viene mantenuta per molti mesi salvo poi essere trasformata in obbligo di firma al momento dell’udienza preliminare.
Ma al lungo elenco di contestazioni se ne aggiunge ben presto un’ altra: secondo l’accusa, infatti, il quarantenne avrebbe inserito –naturalmente all’insaputa dell’altro – il numero di cellulare del vicino in una linea telefonica per incontri riservata a omosessuali.
Cosa che la vittima avrebbe scoperto solo all’ennesima telefonata ricevuta. Dopo la denuncia e la misura cautelare la Procura ha chiesto ed ottenuto per l’uomo il rinvio a giudizio con le pesanti accuse di atti persecutori e sostituzione di persona. La prima udienza del processo è prevista per il mese di aprile con la vittima parte civile rappresentata dall’avvocato Monica Passamonti.
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