Pugno a Di Mascio: i due arrestati restano in silenzio

Davanti al gip si avvalgono della facoltà di non rispondere L’avvocato per ora non ha chiesto la revoca delle misure
TERAMO. Una scelta che non ha sorpreso: davanti al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I due uomini – finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di essere gli autori della violenta aggressione ai danni di Cetteo Di Mascio, il 61enne pescarese responsabile del settore giovanile del Teramo calcio che il 14 maggio scorso venne colpito al volto da un violento pugno mentre si trovava all’interno di uno degli uffici dello stadio – ieri mattina sono comparsi davanti al giudice Marco Procaccini per l’interrogatorio di garanzia. Si tratta del 30enne Vincenzo Ciarelli di Bellante e del 23enne di Mosciano Alessio Guarnieri a cui la Procura contesta l’ipotesi di lesioni gravi. I due sono assistiti dall’avvocato Gianfranco Di Marcello che fino a questo momento non ha presentato richieste di revoca delle misure. Inquirenti e investigatori (il fascicolo è d dei pm Davide Rosati e Greta Aloisi con gli accertamenti delegati ai carabinieri della compagnia di Teramo) sono convinti che i due siano gli esecutori materiali di un’aggressione che, per il momento, resta senza un perché. E per questo ora le indagini si concentrano sulla ricerca del mandante con una certezza di fondo: una questione maturata a Teramo con l’esclusione di ogni collegamento con il mondo ultrà e in generale con la tifoseria.
La svolta è arrivata dopo un’accurata indagine dei carabinieri della compagnia di Teramo, agli ordini del tenente colonnello Luigi Vaglio, che in sei mesi di accertamenti hanno ricostruito, sia attraverso le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza dello stadio e sia attraverso altri accertamenti tecnici, ogni momento dell’aggressione. A questo si è aggiunta anche una consulenza medico legale disposta dalla Procura proprio sul tipo di lesioni riportate da Di Mascio che dopo l’aggressione venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel reparto maxillo facciale dell’ospedale di Pescara.
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