Pugno a Di Mascio: respinto il ricorso di uno degli arrestati

12 Novembre 2021

TERAMO. Aveva fatto ricorso per il permesso per lavorare, ma i giudici lo hanno respinto. Si tratta del 30enne Vincenzo Ciarelli di Bellante uno dei due giovani finiti agli arresti domiciliari per l’a...

TERAMO. Aveva fatto ricorso per il permesso per lavorare, ma i giudici lo hanno respinto. Si tratta del 30enne Vincenzo Ciarelli di Bellante uno dei due giovani finiti agli arresti domiciliari per l’aggressione a Cetteo Di Mascio. Il legale difensore di Ciarelli, l’avvocato Gianfranco Di Marcello, nei giorni scorsi aveva presentato un appello cautelare dopo che il gip aveva respinto la richiesta fatta per consentire al suo assistito di andare a lavorare. Ciarelli, insieme al 23enne di Mosciano Alessio Guarnieri (che per la Procura avrebbe materialmente sferrato il pugno) è accusato della violenta aggressione a Di Mascio, il 61enne pescarese responsabile del settore giovanile del Teramo calcio che il 14 maggio scorso venne colpito al volto da un violento pugno mentre si trovava all’interno di uno degli uffici dello stadio. I due, che da settembre sono agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni gravissime, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Inquirenti e investigatori (il fascicolo è dei pm Davide Rosati e Greta Aloisi con gli accertamenti delegati ai carabinieri della compagnia di Teramo) sono convinti che i due siano gli esecutori materiali di un’aggressione che, per il momento, resta senza un perché. E per questo ora le indagini si sono concentrate sulla ricerca del mandante con una certezza di fondo: una questione maturata a Teramo con l’esclusione di ogni collegamento, così come già emerso fin da subito, con il mondo ultrà.(d.p.)
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