Pulizia delle scuole, oggi sciopero

5 Giugno 2015

Più di 400 addetti protestano perchè quest’estate non prenderanno lo stipendio

TERAMO. Oggi in pochi puliranno le scuole. Infatti le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti delle imprese che effettuano le pulizie nelle scuole abruzzesi faranno sciopero per rivendicare il loro diritto al salario e a condizioni di lavoro dignitose. Sono più di 800 e almeno 400 lavorano nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Teramo.

«In questi mesi infatti le organizzazioni sindacali», spiegano Emanuela Loretone della Filcams Cgil e Luca Di Polidoro della Fisascat Cisl, «hanno assistito i lavoratori in rivendicazioni che riguardano soprattutto carichi di lavoro divenuti insostenibili, ma anche per la gestione dei diritti più elementari, come la maturazione delle ferie e la fruizione del giorno di riposo. Oggi purtroppo ci confrontiamo con la volontà manifestata dalle aziende di sospendere le lavoratrici ed i lavoratori per i mesi di luglio e agosto, con il pretesto che il finanziamento "Scuole belle" per luglio/dicembre 2015, che completa la spesa per le pulizie delle scuole, non è stato ancora stanziato dal ministero dell’Istruzione (Miur)».

E’ una battaglia che prosegue da anni. «I sindacati», continuano Loretone e Di Polidoro, «hanno da sempre individuato nella farraginosità del sistema con il quale il Miur provvede alla pulizia delle scuole la causa di un servizio scarso e di una precarietà di fatto dei lavoratori che lo effettuano. Non è però accettabile che, per mano delle aziende, che le utilizzano pretestuosamente, a pagare le lentezze del Miur siano i lavoratori! Per queste ragioni anche a Teramo i lavoratori che fanno le pulizie nelle scuole sciopereranno e, dalle ore 10, faranno un presidio davanti all'Ufficio scolastico provinciale».

Alle 11 i sindacati e una delegazione dei lavoratori parteciperanno ad un incontro convocato dal prefetto Valter Crudo per un confronto con l'Ufficio scolastico provinciale ed il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino. La decisione di scioperare è stata adottata una settimana fa dopo un incontro con i rappresentanti dell’ufficio scolastico regionale ritenuto dai sindacati non risolutivo. (a.f.)

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