Pulizie nelle scuole, la protesta a Roma

I posti in provincia sono 178, le domande 241. I sindacati: molte addette avranno stipendi dimezzati
TERAMO. Sciopero e manifestazione a Roma, ieri mattina, del personale addetto alle pulizie. A protestare sono le operatrici dei cosiddetti “appalti scolastici”, molte delle quali, dal 1° marzo, vedranno dimezzato il proprio già esiguo stipendio. Ora ci sono i numeri ufficiali per la provincia di Teramo: come previsto ci sono più domande rispetto ai posti disponibili, sono 241 a fronte di 178 posti. «Lo Stato ha risolto l’"esubero" applicando a molte il part time: passeranno da 35 a 18 ore, quindi si dimezza lo stipendio», fa notare Natascia Innamorati della Filcams Cgil, «tutto questo a discapito operatrici che lavorano da 30 anni». Ma un’internalizzazione con queste modalità è un massacro. Anche perchè ci sono lavoratrici che non hanno potuto accedere alla domanda: nel Teramano sono una quarantina. «Non avevano i requisiti, ad esempio 10 anni di contratto a tempo indeterminato e i titoli culturali. Qualcuna va in pensione, ma altre no. Il disagio è forte, non può essere compensato con la Naspi, che finisce fra due anni e si riduce ogni mese. E poi queste lavorarci non si potranno reimpiegare facilmente», aggiunge la sindacalista.
Luca Di Polidoro della Fisascat Cisl, altro sindacato presente al sit in sotto a Montecitorio sottolinea che i comuni che subiscono di più i tagli sono quelli martoriati dal sisma, più Silvi. «Da tempo dicevamo al governo che c'è un problema che investe i lavoratori e anche la gestione nella scuola, del livello di pulizia. Non si sono seduti a trattare con chi il settore lo conosce. La cosa peggiore è che quando hanno fatto la gara Consip con una riduzione netta delle ore, noi siamo riusciti a compensare con i fondi di "Scuole belle" Ora con le internalizzazione non è stato compreso il finanziamento di Scuole belle. Da qui nasce buona parte dei problemi». E l’incontro avvenuto ieri con Luigi Gallo, presidente della commissione cultura della Camera non ha dato i risultati sperati. (a.f.)

