Punto Europa, un potenziale inespresso

Il presidente del Consorzio voluto dal Comune 8 anni fa: «Serve un nuovo approccio della politica»
TERAMO. Forse non tutti sanno che a Teramo esiste dal 2008 il Consorzio Punto Europa (Cope), un ente equivalente pubblico non a scopo di lucro, nato nel 2008 dalla volontà dell'amministrazione comunale teramana quale agenzia di sviluppo territoriale, di monitoraggio delle opportunità finanziarie e di gestione della progettazione in ambito nazionale ed europeo, oltre che centro di diffusione e comunicazione delle politiche europee.
«Il Cope», spiega il suo presidente Giovanni Luzii, «è composto da oltre 25 soci tra enti pubblici e privati regionali e nazionali e da circa 150 partner progettuali nazionali e internazionali; ha avviato con successo una fase di ampliamento societario, che ha già visto l'adesione di 23 nuovi soci. La sostenibilità finanziaria, in questi 9 anni di attività, è stata garantita esclusivamente mediante candidatura, aggiudicazione e gestione di progetti a valere sulla programmazione europea, nazionale e locale, non andando pertanto a gravare sui bilanci dei soci, in quanto non è previsto alcun contributo economico annuo».
Finora il Consorzio ha gestito direttamente, e in assistenza agli enti, oltre 30 progetti tra i quali spicca lo Europe Direct Teramo, centro ufficiale della Commissione europea per la diffusione delle politiche europee che dal 2009 ha coinvolto migliaia di cittadini, studenti e imprese mediante attività continua di informazione e sensibilizzazione.
Il Cope, però, ha potenzialità largamente inespresse e, sia pure in modo molto diplomatico, Luzii lo fa capire: «Il quadro è caratterizzato da sfide e opportunità. È richiesta l'adozione, da parte di tutti i decisori politici, di un nuovo approccio ispirato alla programmazione e pianificazione strategica. Diviene sempre più necessario mettere in campo strategie politiche a medio e lungo termine e ampliare le reti di collaborazione tra i vari enti: attività per la quale il Consorzio si è già reso parte diligente, sia ampliando la compagine societaria, sia promuovendo la concertazione di attori e strumenti per la gestione congiunta e coordinata di interventi sistematici, quali ad esempio i contratti di aree e la gestione delle "aree interne". Tali interventi, a mio avviso, risultano indispensabili».
Quanto al comparto culturale, il presidente del Cope suggerisce «un maggiore coinvolgimento degli organismi pubblici e privati competenti» e propone di «creare dei tavoli programmatici per elaborare in sinergia proposte progettuali che possano qualificare effettivamente le potenzialità locali, a garanzia di una partecipazione realmente competitiva».(d.v.)

