Punto nascita, la Regione conferma la chiusura
ATRI. Il Comitato percorso nascite regionale (Cpnr) giorni fa si è riunito nuovamente confermando la chiusura del punto nascita di Atri unitamente a quelli di Sulmona, Penne e Ortona. A scendere di...
ATRI. Il Comitato percorso nascite regionale (Cpnr) giorni fa si è riunito nuovamente confermando la chiusura del punto nascita di Atri unitamente a quelli di Sulmona, Penne e Ortona.
A scendere di nuovo in campo nel commentare la notizia è il comitato “Il San Liberatore non si tocca”, che conta migliaia di aderenti e che in una nota scrive: «La decisione del Cpnr almeno per quanto riguarda il punto nascita di Atri è irrazionale ed ingiusta. Non può essere taciuto il recente resoconto pubblicato dall'agenzia sanitaria regionale che illustra la situazione generale dei punti nascita abruzzesi nel periodo 2004/2014. Ebbene, da questo documento emerge che il reparto nascita di Atri ha assistito nell'ultimo decennio una media di 510 parti e nell'ultimo quinquennio una media di 504 parti, cioè un numero di nascite superiore alla fatidica soglia dei 500». Non solo, continua la nota, «ma nell’ospedale atriano i parti cesarei sono in linea con la media regionale e nazionale riportando basse percentuali per ciò che riguarda le complicanze post-partum. Così, il punto nascita di Atri garantirebbe maggiore sicurezza di altri punti rimasti aperti».
Il comitato inoltre evidenzia che il report regionale «relativamente ai requisiti di sicurezza, sottolinea che in più della metà delle strutture operanti in regione non è garantita una sala operatoria sempre pronta e disponibile h 24 per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio-parto e che tali situazioni sono particolarmente evidenti a Pescara, Vasto, Lanciano, Sulmona e Avezzano».
Sul tema lunedì prossimo il Comune di Atri ha convocato un consiglio straordinario a cui prenderanno parte tutte le forze politiche.
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA

