Qualità della vita, Teramo resta nella retroguardia

2 Dicembre 2014

TERAMO. Non ha molti soldi in banca, ma ha uno spiccato spirito di iniziativa, vive abbastanza a lungo, anche se con una pensione bassa, e nel tempo libero preferisce andare al ristorante piuttosto...

TERAMO. Non ha molti soldi in banca, ma ha uno spiccato spirito di iniziativa, vive abbastanza a lungo, anche se con una pensione bassa, e nel tempo libero preferisce andare al ristorante piuttosto che al cinema. E’ l’identikit del teramano medio che emerge dal 25° rapporto annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Una graduatoria nella quale la provincia teramana non brilla, collocandosi al 72° posto in Italia, un gradino in più (era 73ª) di quanto aveva fatto lo scorso anno. La graduatoria viene stilata in base a sei indicatori principali – tenore di vita; affari e lavoro; servizi, ambiente e salute; popolazione; ordine pubblico; tempo libero – a loro volta suddivisi in sei voci che danno un quadro estremamente dettagliato della qualità della vita nelle 107 province italiane.

Spulciando fra i dati si scopre che per quanto riguarda il tenore di vita la provincia teramana si colloca nella parte bassa sia in riferimento al patrimonio delle famiglie (86° posto) sia per l’importo medio delle pensioni, graduatoria nella quale Teramo scende fino al 95° posto. E’ tra i primi posti, invece (il 13°), per il costo delle case: costano poco, ma è un dato che risente della stagnazione del mercato che ha fatto abbassare i prezzi; in altri termini il teramano medio potrebbe acquistare case a buon prezzo ma non ha abbastanza soldi per farlo.

L’indicatore che misura affari e lavoro vede la provincia teramana in 15ª posizione per lo spirito di iniziativa, misurato con le imprese registrate per ogni mille abitanti. Il dato è incoraggiante, ma purtroppo non tiene conto delle difficoltà che le imprese incontrano. E infatti nell’indicatore che riguarda il credito difficile (cioè il rapporto tra sofferenze e impieghi bancari) Teramo scivola al 94° posto in Italia. Dicevamo che per quanto riguarda la longevità la provincia si colloca oltre la media nazionale (42° posto), ma nell’ambito dello stesso indicatore (servizi, ambiente e salute) c’è un dato molto più negativo: Teramo è agli ultimi posti per quanto riguarda il tasso di emigrazione ospedaliera, fotografia esatta dell’annoso problema della mobilità passiva (andarsi a curare in strutture sanitarie fuori provincia) che appesantisce notevolmente i costi della sanità abruzzese e di quella teramana in particolare. L’ultima notazione riguarda il tempo libero: Teramo è nella parte alta della classifica per librerie e ristoranti, mentre è agli ultimi posti per la diffusione delle sale cinematografiche. (e.a.)

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