Quaresimale: «Pineto zona rossa» Il sindaco: «Per adesso non serve»

1 Aprile 2020

Il capogruppo leghista alla Regione chiede a Marsilio di blindare il territorio per evitare altri contagi La replica di Verrocchio: «Non conosce la situazione, per gli esperti è una misura non necessaria»

PINETO. Troppi contagi a Pineto, serve la zona rossa. Di questo è convinto il capogruppo della lega in consiglio regionale Pietro Quaresimale, ma il sindaco Robert Verrocchio è di tutt’altro avviso: la situazione è difficile, ammette, ma non sono necessarie misure così drastiche. A lanciare il sasso nello stagno è stato Quaresimale, secondo il quale, in una nota diffusa dall’agenzia di stampa del consiglio regionale abruzzese, «i nuovi decessi che hanno coinvolto la città di Pineto (in tutto quattro), rappresentano solo la punta di un iceberg di una diffusione molto estesa del coronavirus». Il capogruppo della Lega dice di basarsi su «una serie di informazioni ricevute, anche a livello informale», dalle quali «emerge un quadro davvero preoccupante circa la diffusione e l'ampiezza del contagio soprattutto nella frazione di Borgo Santa Maria. È dunque necessario intervenire urgentemente per il bene non solo dei pinetesi, onde contenere al massimo la diffusione del virus; in questo senso l'atteggiamento di sottovalutazione o, peggio ancora, di silente rassegnazione produce solo danni di enorme gravità». Quaresimale rivolge quindi un «accorato appello» al sindaco di Pineto, all'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e al governatore Marco Marsilio «affinché istituiscano da subito la zona rossa a Pineto o, almeno, nella frazione di Borgo Santa Maria, con l'adozione delle conseguenti, stringenti misure di salvaguardia». Tra le quali suggerisce «uno screening rapidissimo (mediante tamponi) della popolazione onde verificare l'entità del fenomeno ed adottare le misure di contenimento che il caso richiede».
Immediata la replica di Verrocchio, che si dice stupito della richiesta fatta dal capogruppo leghista. «Intanto è bene precisare», esordisce il sindaco in una nota, «che Quaresimale non è a conoscenza della situazione sul territorio che amministro, per sua stessa ammissione infatti riferisce di notizie avute informalmente». A suo giudizio, invece, «una zona rossa, alla luce dei numeri registrati, al momento non è una misura che gli esperti ritengono necessaria». Poi fa sapere di avere già chiesto al dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo, «a scopo precauzionale, la possibilità di effettuare tamponi a tutti coloro che sono in contatto con i cittadini per lavoro (commercianti, forze dell’ordine, medici, farmacisti…) e per i volontari che, sebbene asintomatici possono rappresentare un rischio per i fruitori del loro servizi oltre che per le loro famiglie. L’elenco dettagliato delle persone che dovranno essere oggetto di questo screening sarà fornito dall’amministrazione comunale. Inoltre ho chiesto la possibilità di effettuare i tamponi anche a soggetti indicati dai medici di famiglia i quali sapranno indicare un dettagliato elenco delle persone che hanno necessità di verificare il loro stato di salute. Queste misure sicuramente aiuteranno a contenere il contagio e a circoscriverlo». (red.te.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.