Quartiere Gammarana per 12 ore senza corrente

L’impianto dell’Enel nel rudere ex Adone si riempie d’acqua e va in tilt La corrente torna grazie ai generatori, protesta il comitato della zona
TERAMO. Senza luce per quasi dodici ore. Alla Gammarana è tornato l'incubo blackout quanto, intorno all'una della notte tra venerdì e ieri, è andata in tilt la cabina Enel che distribuisce l'elettricità nel quartiere. L'impianto è collocato all'interno del rudere dell'ex Adone, lungo una strada secondaria – via Marozzi – da un paio d'anni chiusa al transito, e nelle ultime settimane ha subito ulteriori danni e allagamenti a causa del sisma e del maltempo. Proprio la precarietà della struttura avrebbe determinato il blocco della cabina dove, dalla prima mattinata di ieri, si è messa al lavoro una squadra dell'Enel. I tecnici hanno lavorato fin quasi all'ora di pranzo, ma non sono riusciti a riparare il guasto. La corrente elettrica nel quartiere è tornata solo grazie all'installazione di due grossi generatori che alimentano tutta la zona.
Il disservizio alimenta le proteste sulle condizioni degli impianti elettrici in città. «Questo è un esempio emblematico dello stato delle cabine», fa notare Alfonso Marcozzi, presidente del comitato di quartiere, «che spiega i ripetuti distacchi di corrente». Secondo lui la collocazione dell'impianto in una struttura fatiscente, abbandonata all'incuria e alle intemperie, è la causa del suo malfunzionamento. «La cabina è gravemente lesionata e si riempie d'acqua», insiste Marcozzi, «il Comune sostiene da due anni, rispondendo alle nostre richieste, che quella strada è chiusa perché si deve intervenire su quella struttura, ma evidentemente finora non è stato fatto nulla». Le condizioni di estrema precarietà dell'immobile, a detta del presidente del comitato di quartiere, creano anche pericoli per l'incolumità dei cittadini. (g.d.m.)
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