«Quartiere rifugio per ubriachi e tossici»

5 Gennaio 2017

Roseto, i residenti del rione tra le vie Trebbia e Secchia: strade buie e allagate, ma nessuno fa niente

ROSETO. Rifugio per tossicodipendenti e ubriachi, oltre che per coppiette in cerca di intimità; teatro di pesanti allagamenti dopo ogni temporale; presenza di lavori in corso che non finiscono mai. È la fotografia del centralissimo rione compreso tra le vie Trebbia, Secchia e Tagliamento, dove gravitano oltre 50 famiglie, i cui residenti lamentano una situazione di degrado e il totale disinteresse da parte delle istituzioni. «Ci troviamo in queste condizioni da anni», sbotta uno degli abitanti della zona, «ma nessuno dal Comune ci ha mai dato ascolto. La passata amministrazione si era mossa a seguito di una nostra petizione ma al di là delle promesse non si è andati anche perché nel frattempo è subentrata la nuova coalizione di governo a palazzo di città». «Ora le nostre speranze sono riposte nell’attuale sindaco, Sabatino Di Girolamo, e la sua giunta», interviene un altro residente, «anche se a giudicare dai primi segnali non ci sembra che prestino molta attenzione ai nostri disagi come dimostrato dalla strada bloccata per metà da un cartello di lavori in corso lasciato lì da oltre due mesi senza che siano stati realizzarti interventi».

Si tratta della segnalazione per una griglia rotta, quindi pericolosa per pedoni e ciclisti, ma in questo modo i cartelli rappresentano un intralcio visivo per gli automobilisti che vogliano immettersi sulla statale Adriatica, oltre che un ostacolo alla viabilità. Ma i disagi per gli abitanti del quartiere in questione non sono solo questi. Non a caso qualche anno fa gli stessi residenti hanno dato vita a una raccolta di firme affinché il Comune risolvesse i problemi con cui sono alle prese da anni e che minano pesantemente la qualità della loro vita. Uno di questi è rappresentato dalla presenza di un cantiere abbandonato perché fermo ormai da anni, tanto che è diventato ricettacolo di sporcizia e habitat naturale per animali di ogni genere. C’è poi il dramma degli allagamenti che si verificano puntualmente dopo ogni temporale, con scantinati inondati e una casa al piano terra che si riempie d’acqua sia nel giardino che nelle stanze. Non mancano i disagi collegati alla scarsa illuminazione, il che rende il rione appetibile per chiunque voglia appartarsi facendo cose poco piacevoli al riparo da occhi indiscreti. «Ogni mattina troviamo bottiglie di alcolici abbandonate agli angoli della strada», continua il residente, «anche escrementi umani e residui di vomito di persone che approfittano del fatto che si tratta di una strada chiusa e buia per usarla come una latrina. Addirittura delle coppiette la usano come alcova, incuranti delle abitazioni alcune delle quali hanno le finestre a pochi centimetri dalla strada». Una situazione piuttosto spiacevole tanto che alcuni dei residenti hanno deciso di prendere provvedimenti in prima persona installando delle telecamere.

Federico Centola

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