Quartieri e associazioni uniti contro Brucchi: «Fatti da parte»

Scoppia la protesta e nasce un coordinamento: «Pronti 13 milioni, ma il Comune non li sa spendere» Sotto accusa carenze di servizi e degrado ambientale dalla Cona a San Berardo e Colleatterrato
TERAMO. «I soldi ci sono, ma il Comune non li sa spendere». Dai quartieri e dalle frazioni monta la protesta contro l'amministrazione cittadina e in particolare il sindaco Maurizio Brucchi, accusato d'incapacità gestionale e invitato ufficialmente a farsi da parte. I comitati che operano nelle diverse aree del territorio comunale stanno lavorando alla creazione di un coordinamento, nel quale coinvolgere anche associazioni come Teramo nostra, che porti avanti le istanze relative a problematiche irrisolte. Si tratta di questioni che hanno a che fare con carenze di servizi, inadeguatezza delle infrastrutture e degrado ambientale a cui l'amministrazione, nonostante sollecitazioni ripetute e conseguenti impegni verbali, non riesce a dare risposta. «La giunta ha pronti più di 13 milioni di euro che, però, non riesce a utilizzare per incapacità», tuona il presidente di Teramo nostra Piero Chiarini, secondo cui il viaggio a Bruxelles del sindaco alla ricerca di ulteriori risorse per uscire dall'emergenza è solo «un tentativo propagandistico di nascondere le proprie inadempienze».
L'amministrazione, infatti, avrebbe già da investire 3,5 milioni sul recupero del teatro romano che finora non hanno prodotto nulla di concreto. «E' il fallimento principe del sindaco», insiste Chiarini, «nel 2010 c'era un cronoprogramma che nelle sue mani è diventato carta straccia». Il giudizio del presidente di Teramo nostra non si fa più lusinghiero quando si parla dei lavori da quasi quattro milioni di euro per corso San Giorgio, dove «da due anni i negozi sono tenuti in ostaggio», o del progetto di housing sociale per via Longo in cui le case popolari sono state minate da decenni d'incuria più che dagli sciami sismici. Chiarini definisce un «suicidio amministrativo» il no alla funivia che avrebbe collegato il centro al campus universitario di Coste Sant'Agostino e spalleggia il comitato di quartiere della Cona nella denuncia sul mancato investimento di cinque milioni di euro per interventi che prevedevano la riqualificazione dell'ex fornace Scimitarra. Nulla di fatto anche per il trasferimento della centrale elettrica che si trova nella stessa zona e di cui si parla da anni. «Sono vere bombe ecologich»", sottolinea il presidente del comitato civico della Cona Domenico Bucciarelli, «per la cui rimozione abbiamo inviato richieste, denunce ed esposti in procura, ma senza ottenere risposte da parte dell'amministrazione». Non resta dunque che la mobilitazione popolare. «Abbiamo offerto la nostra collaborazione, ma è stata rifiutata», fa notare Bucciarelli, «a questo punto è meglio che il sindaco di dimetta: se non è capace, vada via».
Meglio il commissariamento secondo Franco De Angelis, del comitato di quartiere San Berardo. «Brucchi e la sua giunta non sono in grado di gestire la ricostruzione», attacca, «un esempio concreto è rappresentato dalla situazione dell'edificio di via Tevere che ospitava noi e una scuola materna». All'edificio, già lesionato dal sisma del 2009, erano stati destinati 233mila euro per il miglioramento sismico. «Il progetto però non è mai partito», osserva De Angelis, «e dopo le scosse recenti la struttura è stata dichiarata inagibile». Il comitato di quartiere opera in un prefabbricato allestito nei pressi della sede chiusa. «Non si trova il bandolo della matassa, mancano tutti gli elementi per capire la situazione di quell'edificio», insiste De Angelis, «per cui ci chiediamo che fine abbia fatto quel finanziamento». Brucchi, insomma, si è rivelato «uomo del dire ma non del fare» e per far valere le loro ragioni puntano sul coordinamento. «Con questa iniziativa intendiamo colmare un deficit di democrazia», spiega Giuliano Lucenti, ex presidente del comitato di Colleatterrato-Villa Pavone, «per dare risposte ai cittadini».
Gennaro Della Mon ica
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