Quartieri, nuova crepa in maggioranza

22 Luglio 2016

I gattiani vogliono far approvare il regolamento, “Teramo soprattutto” li stoppa: «Non ci piace»

TERAMO. Le telecamere di sicurezza scollegate dalle forze dell’ordine e il nuovo regolamento dei quartieri e delle frazioni diventano terreno di scontro politico nell'arena delle commissioni consiliari.

Circa il problema delle telecamere, le contestazioni sono state mosse dal Movimento 5 stelle in commissione Bilancio quando si è appreso che il Comune di Teramo ha installato diverse telecamere che tuttavia non trasmettono le immagini né alla questura né al comando dei carabinieri. Questo poiché non ci sarebbero fondi per completare il sistema di collegamento con gli altri dispositivi. «E' assurdo», dice il capogruppo Fabio Berardini, «che da un lato l'amministrazione spenda soldi per comprare telecamere, ma poi queste non vengano collegate alle due principali forze di sicurezza neutralizzando di fatto l'efficacia delle stesse». Berardini sottolinea che tuttavia in fase di assestamento di bilancio il Comune ha destinato somme in più per spese ritenute meno necessarie quali: 7.500 euro di spese postali, 16mila euro di utenze, 25mila euro in più di spese per il personale, oltre a 200mila euro in più per il contenzioso e 307mila euro in più per lo svincolo della Gammarana. Berardini prende posizione anche sulla revisione dello statuto e del regolamento del consiglio: «E' solo una messa in scena per introdurre la figura vuota del consigliere delegato, che servirà a dare un contentino a quei consiglieri che chiedono visibilità a Brucchi».

Intanto in maggioranza si sta aprendo un nuovo fronte di guerra tra i "gattiani" e il gruppo dei consiglieri di riferimento di Dodo Di Sabatino. che non ha digerito affatto l'esito delle nomine al Ruzzo e che non sembra disposto a lasciare campo libero alle nuove iniziative di "Futuro In". A scatenare la guerra è stata la convocazione di una conferenza dei capigruppo da parte del "gattiano" Giambattista Quintiliani per discutere il regolamento dei comitati di quartieri e frazioni caro all'ex assessore Rudy Di Stefano. Ma per Alberto Covelli di “Teramo Soprattutto” il tema non rappresenta affatto una priorità e di sicuro il documento va emendato. «Si tratta di un regolamento lacunoso e superficiale che va rivisto», dice Covelli, «non ci convincere estendere l'elettorato attivo ai ragazzi che hanno compiuto 16 anni, così come non ci convince l'attribuzione dei poteri ai presidenti dei comitati di quartiere. Un conto è l'interlocuzione con l'amministrazione, altro è l'attribuzione di poteri come fossero consiglieri comunali. Ci opporremo a questa forzatura».

Il sentimento che si coglie tuttavia in maggioranza è che questo sia solo un pretesto per aprire un fronte di guerra più ampio che porterà Di Sabatino e i suoi a un distinguo, o forse a una rottura con l'amministrazione.(m.d.t.)

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