Quasi 400 reclusi, aumentano liti e gesti autolesionistici

24 Febbraio 2018

TERAMO. I dati continuano a raccontare una realtà che sindacati e direzione conoscono ormai da tempo: troppi detenuti e poco personale. Attualmente nel carcere teramano di Castrogno ci sono 390...

TERAMO. I dati continuano a raccontare una realtà che sindacati e direzione conoscono ormai da tempo: troppi detenuti e poco personale. Attualmente nel carcere teramano di Castrogno ci sono 390 detenuti a fronte di una capienza di 270 e su una pianta organica prevista di 216 agenti all’appello ne mancano 70. Il segretario generale del Sappe Donato Capece in una nota sottolinea «che nel carcere di Teramo si è contato il numero più alto di atti di autolesionismo e ferimenti, rispettivamente 65 e 11 casi, e di colluttazioni e ferimenti a livello regionale, 59 e 52». Aggiunge il sindacato di polizia penitenziaria: «Lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia. Non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti».
E la proposta è proprio «quella di sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili».