Quattro detenuti andranno a lavorare all’università

22 Luglio 2014

Iniziativa dell’ateneo e dell’amministrazione penitenziaria nell’ambito dell’accordo sul polo universitario a Castrogno

TERAMO. Inizieranno a lavorare all’università da settembre i primi quattro detenuti del carcere di Castrogno coinvolti nel progetto dell’ateneo teramano per favorire l’impiego lavorativo dei reclusi nella casa circondariale. I quattro detenuti – scelti tra i cosiddetti “permessanti”, cioè coloro che possono svolgere attività all’esterno del carcere durante il giorno – riceveranno un salario minimo mensile e saranno inseriti in “squadre di lavoro integrate” insieme al personale dell’ateneo e agli studenti con borse-lavoro. Tra i servizi affidati alle squadre inizialmente ci saranno quelli di pulizia delle aule.

Il progetto, promosso con la direzione dell’istituto penitenziario, è stato presentato ieri all’università insieme al protocollo d’intesa per la nascita di un polo universitario all’interno del carcere, siglato con il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per l’Abruzzo e il Molise. Grazie all’accordo – il primo del genere che viene stipulato in Abruzzo e tra i primissimi in Italia – i detenuti potranno avviare o completare un percorso di studi universitario: attualmente solo lo 0.5% dei detenuti italiani è iscritto all’università e nelle carceri di Abruzzo e Molise la situazione non si discosta dal dato nazionale. Previste anche agevolazioni economiche per gli studenti detenuti che e commissioni d’esame per le sessioni interne al carcere.

L’istituzione del polo partirà già ad agosto. In una prima fase, le attività formative saranno a distanza tramite una piattaforma e-learning dove saranno riversati i materiali didattici dell’ateneo. Se le iscrizioni aumenteranno, si passerà alla “fase due” con seminari non più a distanza,ma che si svolgeranno all’interno del carcere e saranno aperti anche ai detenuti provenienti da altre strutture penitenziarie. L’accordo include infine la formazione dei dipendenti dell’amministrazione penitenziaria con corsi per la laurea in Servizi giuridici, oltre ad iniziative nell’ambito della ricerca come i tirocini formativi e la possibilità di accedere alle strutture di Castrogno da parte di laureandi, dottorandi e ricercatori.

«Siamo riusciti a creare un ottimo rapporto tra gli obiettivi rieducativi previsti dalla nostra Costituzione e l’aspirazione formativa di un’università», ha commentato il rettore dell’ateneo teramano Luciano D’Amico che ieri mattina ha presentato il protocollo insieme al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Bruna Brunetti, alla dirigente dell’ufficio detenuti e trattamento del provveditorato regionale Fiammetta Trisi, e alla preside della facolta di Giurisprudenza Floriana Cursi.

Fabio Marini

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