Quattro milioni all’Ater per le case lesionate

Firmato il protocollo d’intesa in Regione: è il primo passo per recuperare i numerosi alloggi danneggiati dalle scosse di terremoto e dichiarati inagibili
TERAMO. Qualcosa si muove verso il recupero delle case popolari inagibili. In Regione lunedì pomeriggio è stato sottoscritto il protocollo d'intesa tra il governatore Luciano D'Alfonso, in qualità di vice commissario alla ricostruzione, e l'amministratore dell'Ater di Teramo Armando Rampini per l'impiego dei quattro milioni di euro destinati alla riparazione delle palazzine di via Giovanni XXIII e via Adamoli a Colleatterrato basso. La firma del provvedimento che consente l'utilizzo dello stanziamento assegnato nei mesi scorsi dal governo è arrivata nel corso di una riunione per pianificare gli interventi sulle case popolari danneggiate dalle scosse sismiche susseguitesi tra fine agosto dell'anno scorso e metà gennaio. L'Ater ha già avviato le procedure per l'appalto dei lavori necessari nei due complessi di Colleatterrato basso che comprendono quattro palazzine e 95 appartamenti, ma la sottoscrizione del protocollo oltre a confermare l'assegnazione dei fondi imprimerà un'accelerazione agli adempimenti che permetteranno di riparare le abitazioni e farci rientrare gli inquilini sfollati. Per gli edifici di via Giovanni XXIII è in corso la progettazione esecutiva che, oltre all'adeguamento sismico, introdurrà sistemi di efficientamento energetico con una spesa di poco superiore a 1,1 milioni di euro. In questo caso il progetto riguarderà 32 alloggi, mentre sono 64 quelli su cui intervenire nelle due palazzine di via Adamoli con una spesa prevista di 2,8 milioni di euro. Si tratta d'immobili molto più datati rispetto agli edifici di via Giovanni XXIII che sono stati ultimati appena tre anni fa e dunque richiedono lavori più complessi. Per la loro progettazione, considerato l'elevato importo dell'opera, l'Ater dovrà pubblicare un bando europeo. Il tempo necessario alla stesura del progetto che sarà già esecutivo verrà recuperato nelle successive fasi della procedura che prima dell'estate, stando ai tempi indicati dall'Ater, sfocerà nell'avvio dei lavori. Nel giro di un anno e mezzo al massimo entrambi gli interventi finanziati con i quattro milioni di euro dovrebbero essere conclusi con la riconsegna degli appartamenti agli assegnatari. Il percorso per il ripristino del patrimonio Ater lesionato dal terremoto, però, sarà ancora più lungo. Da riparare ci sono in totale 750 alloggi che comporteranno una spesa stimata in 70 milioni di euro. La somma servirà al definitivo adeguamento sismico degli immobili, portandoli al massimo grado di sicurezza, e al miglioramento della loro classe energetica per ridurre consumi e inquinamento atmosferico. «Abbiamo deciso di programmare interventi antisismici radicali», sottolinea Rampini, «dopo aver constatato che quelli realizzati per la semplice sistemazione dei danni causati dal terremoto del 2009 non sono stati risolutivi». Gli edifici riparati a seguito del sisma dell'Aquila sono stati di nuovo e più gravemente lesionati dalle scosse dei mei scorsi, per cui l'Ater ha puntato sulla soluzione definitiva del problema.
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