Quegli 84 milioni di euro che non fugano i dubbi

21 Maggio 2017

Sono stati spesi dopo lo sversamento di trimetilbenzene dai laboratori nel 2002 Ecco cosa è stato realizzato dal commissario Balducci e cosa c’è ancora da fare

TERAMO. Lavori per 84 milioni di euro e tanti dubbi ancora irrisolti. A quindici anni dall'incidente durante l'esperimento Borexino nei laboratori di fisica nucleare, con lo sversamento di trimetilbenzene nelle falda acquifera, il sistema di sicurezza del Gran Sasso è ancora da perfezionare. Fu proprio la contaminazione dell'acqua rilevata nell'agosto del 2016, per un errore durante l'attività di ricerca nei laboratori - che insieme alle gallerie autostradali convivono con l'acquifero da cui traggono i rifornimenti le reti idriche delle province di Teramo, L'Aquila e Pescara - a far emergere la necessità d'interventi di adeguamento che evitassero contatti tra l'acqua potabile e sostanze inquinanti.
Proprio questo era uno degli obiettivi fissati dal commissario Angelo Balducci, nominato dal governo nel 2003 per eliminare i rischi di contaminazione, rendendo sicuri i punti di captazione e il percorso verso l'immissione nelle reti di distruzione idrica. A quelle opere vennero destinati i 110 milioni di euro che erano stati inizialmente accantonati per l'apertura del cosiddetto "terzo traforo", un tunnel di servizio che avrebbe consentito agli scienziati l'accesso diretto ai laboratori. Il progetto, fortemente sostenuto dall'allora ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi ma altrettanto contestato da istituzioni, associazioni ambientaliste e cittadinanza soprattutto nel Teramano, tramontò definitivamente con l'incidente del Borexino per lasciare il posto al piano di messa in sicurezza.
Le opere, realizzate tra il 2004 e il 2006, sono state illustrate nella relazione conclusiva stilata all'epoca da Balducci. L'obiettivo, esplicitato nel documento, di isolare le zone destinate alle attività ricerca dalla falda fu realizzato con l'impermeabilizzazione delle tre sale dei laboratori con un esborso di circa 7 milioni di euro, comprensivi di lavori nella sala dove c'era stato l'incidente. Lo stesso tipo d'intervento fu previsto lungo il tracciato autostradale, sotto il quale scorre la condotta di raccolta delle acque captate ai lati delle gallerie e dei laboratori tramite aureole di fori drenanti utlizzati per la captazione. Per evitare il rischio di contatto con reflui inquinanti il piano del commissario avviò anche il rafforzamento dei sistemi di scarico. Fu installato così un sistema di convogliamento delle acque di sgocciolamento, sia delle gallerie che delle sale, tramite canalette a tenuta stagna che scorrono sotto il piano viabile e si allacciano alla rete fognaria senza interferire con quella idropotabile. Agli interventi di tipo idraulico e ambientale di impermeabilizzazione, drenaggio e monitoraggio venne destinata la parte più consistente della spesa che risultò di poco superiore ai 22,3 milioni di euro. Se durante gli esperimenti fossero stati sversati liquidi pericolosi, spiega la relazione, questi sarebbero stati raccolti in appositi serbatoi di stoccaggio.
I laboratori e le vasche in cui confluisce l'acqua potabile, inoltre, sono stati dotati di apparecchiature di rilevamento di sostanze inquinanti. Quella applicata alla rete idrica misura parametri di salubrità tarati sotto i livelli minimi di sicurezza previsti dalle norme. L'impianto assicura un monitoraggio on line che funziona "in continuo" e se riscontra anomalie blocca automaticamente l'immissione nella condotta principale, attiva lo scarico e lancia un segnale dall'allarme a Ruzzo Reti, Arta e Sian, il Servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl. Tra le altre spese principali indicate nella relazione del commissario figurano i 9,8 millioni di euro destinati all'adeguamento delle reti di ventilazione per la sicurezza della canna sinistra del traforo, a cui si aggiungono i cinque milioni la sistemazione degli impianti elettrici e i 4,6 milioni destinati all'impiantistica antincendio per i laboratori. Altri 5,1 milioni di euro hanno interessato opere di captazione e canalizzazione dell'acqua potabile. Gli altri costi sono riferiti alle progettazioni, per poco più di 3.4 milioni di euro, e attività propedeudiche e di servizi agli interventi realizzati.
Non tutte le opere previste dal piano di Balducci, però, sono state realizzate. Il rafforzamento delle canalizzazioni delle acque reflue ha interessato solo il tratto della galleria in direzione Assergi fino all'ingresso dei laboratori e va raddoppiata la guaina di isolamento sotto il piano viabile di entrambi i tunnel. I recenti episodi di contaminazione dell'acqua potabile, quello del 30 agosto dell'anno scorso da diclorometano e quello da sostanza sconosciuta che il 9 maggio ha scatenato la psicosi in tutta la provincia di Teramo, hanno alimentato il sospetto che le opere di messa in sicurezza non siano state efficaci.
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA