«Quel Robin Hood non siamo noi»

13 Novembre 2015

L’associazione consumatori contro un omonimo studio di consulenza

TERAMO. C’è Robin Hood e Robin Hood, e l’associazione cittadina di via Flajani, che da dieci anni opera per la tutela dei consumatori, ci tiene a fare il distinguo. La precisazione è d’obbligo per Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione Robin Hood, visto che da qualche giorno in città gira un manifesto che potrebbe indurre in confusione. Sulle copertine plastificate che rivestono i quotidiani nei bar gira infatti un annuncio che recita così: «Risarcimento danni dalla tua banca per anatocismo e usura. Un’opportunità di recupero di ingenti somme per interessi non dovuti e nullità delle clausole. Rivolgiti a noi per un’assistenza completa. Consulenza legale e contabile gratuita». Il messaggio è corredato da un’immagine dell’eroe che ha ispirato alcune opere della letteratura britannica. Il disegno, che rappresenta il personaggio nell’atto di scagliare la sua freccia, è accompagnato dalla scritta: “Robin Hood toglie ai ricchi per dare ai poveri”. Di qui il possibile fraintendimento e la necessità di fare la distinzione. «Questo manifesto non si riferisce a noi», ribadisce Di Ferdinando, «abbiamo provato a contattare il numero indicato per capirne meglio l'origine, ma non abbiamo ricevuto risposta». L’annuncio in realtà è stato inserito da un professionista non teramano che da qualche tempo opera sul territorio, appoggiandosi a uno studio legale. Il presidente dell’associazione consumatori si chiede se non si tratti di una pubblicità ingannevole e annuncia di aver presentato in merito un esposto all’Antitrust. «Ricordiamo», conclude Di Pasquale, «che sono anni che forniamo gratuitamente questo servizio. E su cento situazioni sottoposte, nel 98% dei casi, abbiamo riscontrato l’evidenza di usura e anatocismo». (e.m.)

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